Vittorio Sgarbi al castello Lancellotti

di Roberto Coaloa

Befanando e flaneggiando. Intanto…
1) Vittorio al Castello Lancellotti.
Il castello fu edificato in posizione eminente, su una roccia rivolta a mezzogiorno denominata “primo sasso”, dove, probabilmente, vi era già stata una preesistente costruzione in epoca romana. Il primo documento in cui si fa cenno all’esistenza di questo castello risale al 976 dove si parla di “Castel Lauri” un maniero che può vantare dunque oltre mille anni di storia, certificata da documenti scritti. Altre testimonianze successive sono state trovate, ma la prima che alluse con chiarezza al castello si legge nei registri della Cancelleria angioina nel repertorio dell’anno 1277, quando a Margherita de Toucy, cugina di Carlo I d’Angiò, fu concessa la custodia del castello di Lauro “pro habiliora mora”. Diverse le signorie che si sono succedute: i Principi del Principato di Salerno nel periodo longobardo; i Sanseverino Conti di Caserta nel periodo normanno; i del Balzo Conti di Avellino nel periodo svevo-angioino; gli Orsini Conti di Nola nel periodo aragonese; i Pignatelli nel periodo rinascimentale e infine, a metà del ‘600, fu acquistato dalla nobile famiglia romana dei Lancellotti. 

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