Vi conosco: morire per mano di mafia

di Leonardo Cecchi

Quando vide che sparavano al marito, l’agente di polizia Nino Agostino, Ida si scagliò contro i sicari. “Vi conosco!” gridò loro. Allora uno dei due le puntò la pistola al cuore ed esplose un colpo, per poi darsi alla fuga.

Li trovò la madre di Nino. Ida era ancora viva e si trascinava verso il corpo senza vita del marito, che era stato ammazzato perché aveva cercato di farle scudo con il corpo. Non ci fu niente da fare, morì. Era incinta del loro primo figlio e quella stessa mattina l’avrebbe detto ai loro amici. Stavano andando a far vedere l’album di nozze a uno di loro.

Ieri Ida Castelluccio morì assieme al marito per mano della mafia, su cui Nino stava indagando, il 5 agosto 1989. Ricordarne il volto, il compleanno, la memoria, è un modo per ricordare dove possa arrivare la mafia. Gli orrori che può commettere.

Così da rendersi ogni volta sempre più conto di quanto sia necessario combatterla con ogni mezzo. Sempre e comunque.

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