Una piccola pace

di Gian Paolo Serino

Non me ne vogliate – ci sono molti romanzi italiani validi – ma secondo me quello che detta una nuova linea nella letteratura italiana è il nuovo di Mattia Signorini “Una piccola pace” Giangiacomo Feltrinelli Editore
Signorini Lo scoprii nel 2007 recensendo il suo esordio “Lontano da ogni cosa”. Lo incontrai che era giovanissimo ma la penna era di chi non ha paura di essere se stesso, di limare le parole, di cercare quel tempo di scrittura che solitamente apparteneva a scrittori più adulti o alla ricerca estetica di Calvino.
Poi lèssi il secondo ”Sinfonia del tempo breve”: non lo capirono in molti ma su Repubblica scrissi che era un capolavoro è ancora adesso ne sono convinto
Poi pubblicò “Ora” che era ed è carta sprecata, parole imposte dagli editor. Non mancai di dirglielo scrivendogli più approfonditamente. Poi fu la volta di “Le fragili attese” e pur non avendo vissuto per anagrafe gli anni ‘60 scrisse un libro che aveva la stessa tristezza vitale di “Vincenzina davanti alla fabbrica ” canzone di Jannacci.
Adesso “Una piccola pace” filo spinato attorno alle nostre coscienze al neon, alla ri(e)mozione forzata delle storie, di ogni storia, anche della nostra. Un romanzo coraggioso riuscito da rileggere soprattutto perché ha quel che manca agli altri romanzi: la musica.
Le parole diventano la sinfonia di uno
scrittore che attraverso due storie vere ci racconta la Grande Guerra come se le altre fossero piccole. Una sinfonia per chi ha il coraggio di capire che la debolezza e’ non capire chi abbiamo di fronte. Se lo capissimo le guerre finirebbero come l’infanzia.

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