Una lucida analisi sulla crisi Ucraina.

di Giacomo Grassi

Una riflessione a proposito delle parole di Putin. È chiaro che non teme un attacco ucraino alla Crimea che sarebbe assurdo. Un cagnetto non attacca un leone. I suoi timori sono assai più consistenti. I territori strappati sll’Ucraina, cioè non solo la Crimea ma anche Lugansk e Donetz, potrebbero fare la triste fine dello stato turco-cipriota ridotto alla disperazione perché è uno stato fantasma che nessuno riconosce ed è quindi escluso dal circuito turistico e commerciale. Nel caso dei territori suddetti certo la Russia potrebbe sobbarcarsene le spese, ma sarebbe una spesa enorme e le finanze russe non sono floride… Ma potrebbe accadergli anche di peggio… e cioè che questi territori, trovandosi in miseria e vedendo invece sollevarsi l’Ucraina a causa delle opportunità offerte dalla UE, manifestìno essi stessi la volontà di staccarsi dalla Russia e spostarsi a occidente… Per Putin questo sarebbe insostenibile. Per questo, per evitare che la situazione si normalizzi, tiene alta la tensione e non la abbasserà tanto facilmente.

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