Una campagna elettorale che fa paura

di Francesco Fistetti

Una campagna elettorale che fa paura. Mai visto in vita mia un paesaggio politico così terrificante: non solo le solite immancabili cariatidi che promettono mirabilia (da Berlusconi a Meloni, da Letta a Calenda, cresciuti e pasciuti nei gangli del potere economico e politico), ma personaggi inverosimili dall’italiano incerto e dall’eloquio standardizzato, che se fossi un positivista dell’Ottocento giudicherei dalla loro fisiognomica. Chissà chi ci rappresenterà nel prossimo parlamento: come si sa, al peggio non c’è limite. Poi c’è una specie di aggressione ad alcuni soggetti politici elettoralmente minori come Fratoianni e Bonelli, bollati come ‘comunisti’. Usati come testa di turco. ‘Comunisti’ sarebbero anche Provenzano e Orlando per Renzi, il quale ha trovato nella destra economica e politica neoliberista la sua collocazione finale. Ecco che cosa ha prodotto la stampa italiana quando ha diviso il Paese in putiniani e antiputiniani, invece di parlarci dei bisogni concreti e delle sofferenze sociali diffuse: licenziamenti, lavoro precario, in nero, sanità allo sfascio, salari da fame, mentre i profitti delle grandi imprese sono aumentati e l’evasione fiscale sale alle stelle, ecc. Di fronte a questo spettacolo surreale, che frastorna e disorienta, credo che l’astensionismo elettorale sarà la risposta più prevedibile. E gli intellettuali italiani, almeno quelli non servili, che fanno? Si gingillano nel loro narcisismo? Sono forse più disorientati dei loro connazionali? Ne dovremmo cominciare a parlare.

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