Un ritratto di Renzo Montagnani

di Domenico Palattella

Vi propongo, diviso in puntate, un mio saggio dedicato al grande #RenzoMontagnani. Il saggio originale è diviso in quattro macro-aree: “Il Renzo privato”, “Il cinema”, “Il teatro” e “La televisione e il successo di Don Fumino”.

La macro-area che ripropongo su questo gruppo dedicato al cinema italiano degli anni d’oro, è quella dedicata al CINEMA, da cui, il seguente titolo:

VIAGGIO NEL CINEMA DI RENZO MONTAGNANI: ALLA RISCOPERTA DI UN GRANDE ATTORE
I PUNTATA
INTRODUZIONE

Il grande Renzo Montagnani, classe 1930, rimane indelebilmente legato alla commedia sexy, branca della commedia all’italiana, oggi ampiamente rivalutata. Ma il “nostro” ha avuto anche le tanto meritate esperienze nel cinema “impegnato” dalle quali è uscito ampiamente vincitore, grazie al suo poliedrico talento, in grado di spaziare parimente in tutti i generi e in tutti i registri interpretativi.

Montagnani, era anche amatissimo dal pubblico, da quel pubblico che ha fin da subito intuito che dietro la bonaria figura del libertino, imbranato e pasticcione si celavano doti umane soppresse, anzi compresse all’interno della beffarda fisionomia dell’italiota gaudente, con ruoli grotteschi di commendatori, militari, nobili decaduti tutti diversi tra loro ma accomunati da una tessitura fatta di pressapocaggine, cialtronaggine, pavidità, opportunismo, facendo trasparire bonarietà, arguzia, umanità che erano le doti migliori di Renzo. Senza alcun dubbio, anche in seguito alla rivalutazione che la commedia sexy ha ricevuto negli ultimi decenni, rimane un attore completo, uno dei migliori del panorama cinematografico nostrano. Si sa, un vero attore deve saper fare tutto: ruoli comici, drammatici, deve riuscire a far ridere se sta interpretando una commedia, deve far commuovere se la parte in questione lo richiede. Renzo Montagnani da questo punto di vista è stato tra gli attori più poliedrici, la sua carriera ha ricoperto tutti gli spazi disponibili nel firmamento dello spettacolo.

Per una biografia completa, rimando alla prima parte, di questo saggio, che è attualmente pubblicato sul mio blog ladolcevitablog.org

In questa sede, invece, poniamo lo sguardo esclusivamente sul lato cinematografico, tralasciando le motivazioni alla base di alcune scelte artistiche dell’attore, legate a svariate vicissitudini familiari, ormai ben note. Renzo ha interpretato oltre 80 film, tra il 1961 del suo debutto , con I sogni muoiono all’alba, di Indro Montanelli e il 1992 di Zuppa di pesce. Il suo periodo d’oro può essere ricompreso nel decennio che va dal 1975 al 1986, periodo nel quale ha interpretato la maggior parte dei suoi film. In mezzo a tante pellicole, come per tutti gli attori, salgono alla ribalta un certo numero di pellicole che si evidenziano rispetto alle altre, e in alcuni casi rasentano il capolavoro. In questa selezione dei suoi “best films”, vedremo una giusta commistione di generi, dalla commedia sexy al cinema impegnato; dal registro comico a quello drammatico. Questo perché anche nel genere comico, il talento di Montagnani fuoriesce in tutto il suo splendore, e anche nel genere della commedia sexy, ci sono pellicole da salvare e meritevoli di riconsiderazione.

Nello stesso lavoro sono trattate anche altre due sezioni nel quale Montagnani ha saputo evidenziarsi.

Il primo è quello teatrale, vedremo le migliori performance di un Montagnani eccezionale, utilizzato nella prosa “impegnata”, con testi “alti” come Shakespeare, Svevo o Miller. E’ proprio nel teatro che Renzo ha avuto le possibilità “evolute”, che al cinema sono arrivate con il contagocce. Spesso la Rai ha immortalato queste performance, realizzandole nei suoi studi, trasmettendole con grande successo sulla Prima Rete Nazionale. Parliamo di testi come L’acqua cheta, Gallina vecchia e soprattutto Il crogiuolo, dal testo drammatico di Arthur Miller, performance drammatica e strepitosa del nostro attore.

Il secondo settore tratterà la sua esperienza in televisione. Renzo Montagnani, ha infatti fatto moltissimo, come intrattenitore e come conduttore. Quì analizziamo il suo personaggio principale, quello rimasto nella memoria collettiva, ovvero Don Fumino. Sanguigno e verace prete dei colli toscani, protagonista dapprima nello show Ci vediamo lunedì, nel 1983, dove peraltro Montagnani vinse un meritato Telegatto; e poi trasportato nella sit-com, dieci anni più tardi, in epoca nella quale questo particolare genere andava molto di moda. 26 episodi di Don Fumino, trasmessi su Rai Uno, che diedero tante soddisfazioni a Renzo Montagnani, e la possibilità di arricchire la sua già importante carriera.

DOMENICO PALATTELLA (Critico Cinematografico SNCCI/AIAM, Giornalista ODG e capo-redattore de IL CINEMA ITALIANO DEGLI ANNI D’ORO)

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