Un popolo di affittacamere

di Piero Ricca

Un popolo di affittacamere

Per chi attraversa l’Italia con un minimo di attenzione e sensibilità, la conclusione è inevitabile: siamo diventati un popolo di affittacamere.

Lo noto da tempo, osservando i centri storici delle città d’arte, dov’è nata la nostra civiltà nazionale, trasformati in un unico grande b&b, grazie alle due note piattaforme americane.

Non mi sfugge il legittimo interesse di molti italiani a “mettere a reddito” le case in modo proficuo affittando ai turisti per brevi soggiorni, e neppure il vantaggio per chi viaggia di poter scegliere fra tante alternative agli alberghi.

Il problema è valutare il fenomeno sul piano dell’interesse generale nel lungo periodo. Qual è il suo effetto sostanziale? Lo svuotamento di vita sociale e di identità culturale dei centri urbani delle tante città con appeal turistico, da Venezia a Catania, con tutte le conseguenze che ne discendono.

Pure il turismo di massa rischia di essere una forma di colonizzazione, poiché incide sulla tenuta delle nostre comunità e produce guasti irreversibili su quel che resta della nostra identità.

Con rammarico rifletto su questo nel mio Viaggio in Italia.

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