Trasgressione, censura, decoro, convenienza, gusto buono o cattivo

di Stefano Causa

Trasgressione, censura, decoro, convenienza, gusto buono o cattivo.
Sono concetti fluttuanti, di per sé instabili e tutti da contattare o ricontrattare a seconda delle circostanze storiche o culturali. Oggi bannano i capezzoli dai social o si rizelano a sentire parlare del pisello del “David”. Nel 1927 il modenese Adolfo Venturi lamentava che il puritanesimo americano inorridisse dinanzi ai nudi di Botticelli. E già Michelangelo ebbe problemi a smistare tette e culi nella cappella del papa.
Quanto alla Nannini, che pure era cresciuta nella Siena di Guidoriccio, dei ricciarelli, del panforte e del buono e cattivo governo, non ha alcuna paura a piazzare un vibratore nelle mani della statua della libertà. Aveva 25 anni e quella copertina del 79 cambiò immediatamente tutti i rapporti di prospettiva col paesaggio intorno. Anche quello delle balze senesi. “America” è un rocchettino che si arrampica vispo sul riff di “sweet jane” di Lou Reed. Ma fu solo al minuto 1.30 di questa stravolgente esibizione tedesca che venne fuori la stoffa. Anzi la carne viva di uno dei grandi talenti italiani di sempre.

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