Toti Scialoja

di Mario Scialoja

Questp bel libro pubblicato da Electa e curato da Eloisa Morra (“specialista ” di Toti, sul quale ha scritto vari saggi) è un’antologia per voci sulla vita e l’opera pittorica, poetica, saggistica di Toti Scialoja.
Io, che di Toti sono nipote, figlio del fratello Enrico, ho scritto la voce “Famiglia”, raccontado alcuni episodi vissuti con mio zio. Ne cito uno, qui di seguito.
PS. Notate sulla copertina, in alto, la piccola zanzara protagonista di varie poesie – nonsense dell’artista.

LA NUOTATA.
Negli anni settanta Toti mi aveva invitato un paio di volte a Procida, isola delle nostre origini familiari, alla quale era molto affezionato. Affittava regolarmente in estate una casetta di contadini isolata in una grande foresta di limoni.
Una volta portai con me due miei cari amici, un po più giovani, Raimonda Innocenri e Paolo Mieli. Ci accampammo sotto i limoni e passammo tre giorni di pura giocosa goliardia, durante i quali Toti si divertì molto, a suo agio come un pesce nell’acqua.
A proposito di acqua, in occasione di in’altra mia visita a Procida ci fu la sfida natatoria. Bisogna sapere che da ragazzo Toti aveva fatto nuoto agonistico, portroppo non so con quali risultati.
Fatto sta che amava molto nuotare e mi raccontava che aveva anche fatto il periplo dell’isola.
Rimanevo scettico, e allora lui mi impose di provare assieme. Nuotavo bene anche io per aver passato infanzia e adolescenza in mare, ma dopo un po le lunghe nuotate mi annoiavano.
Ci buttammo e procedemmo affiancati, ma dopo tre quarto d’ora di bracciate mi stufai (come previsto) e dichiarai forfait, approdando sugli scogli.
Lui continuò, non so quanto. E quando ci ritrovammo a casa mi disse che non aveva fatto tutto il giro. Forse una delicatezza, non voleva infierire.

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