Thomas Hardy

di Renzo Tosi

L’aspetto che mi affascina di Thomas Hardy è che innesta nell’empirismo positivista tipico dell’età vittoriana il senso del mistero, della magia e dell’irrazionale che pervade l’intera cultura inglese. In un racconto (La donna di immaginazione) una moglie non riesce ad amare il marito perché è troppo concreto, legato alla vita quotidiana, e s’innamora di un poeta che non ha mai conosciuto, e quando ha una figlia questa assomiglia non al padre ma al poeta. In un altro una fanciulla si innamora del suono di un violino, danza fino a perdere la verginità e suo padre l’ama come sua anche se sa che non è sua figlia. Scrisse un altro grande inglese “ci sono più cose nell’uomo e nella vita che nei freddi sofismi della filosofia”.

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