The Land of devotion

di Pasquale Palmieri

Ho riaperto pagine scritte in un’altra fase della mia vita, fra il 2004 e il 2013. Sono stato travolto dalle perplessità. Mi sono reso conto che erano appesantite da mille convenzioni accademiche, irrimediabilmente legate alla logica del “pubblica o sei fuori”.

Ho provato a renderle leggibili in una lingua diversa dall’italiano, con l’aiuto di amiche e amici straordinari (del “Donato Center for Translation Studies” della California State University). Ho aggiustato il tiro, ponendo rimedio a piccole e grandi ingenuità. Ho privilegiato i contenuti che ancora oggi considero degni di qualche attenzione. Li ho inclusi in un testo unico di 150 pagine, sperando che siano di qualche utilità per la comunità scientifica e per gli appassionati di storia.

Ho provato a rafforzare alcune ipotesi di ricerca con un nuovo punto di vista e – spero – qualche nuova consapevolezza. Ho capito che i pensieri di quegli anni erano sghembi, incerti, provvisori. I pensieri del tempo presente lo sono ancora di più. Di certezze, ahimè, nemmeno l’ombra.

Non so davvero se ne è valsa la pena. Sentivo il bisogno di farlo, e questo conta più di tutto.

“The Land of Devotion” esce oggi. È possibile procurarsi il libro in formato cartaceo, o scaricare il pdf dell’intero testo in maniera completamente gratuita dal sito della casa editrice Viella, che ringrazio di cuore (insieme a Francesco Paolo De Ceglia e al gruppo di ricerca “The Uncertain Borders of Nature”).

La mia gratitudine va fin da ora a chi avrà voglia di leggerlo. Servono coraggio e (tanta) pazienza.

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