Teodora

di Galatea Vaglio 

Vite spericolate dei filosofi. Severino Boezio è uno di quei casi in cui una grande intelligenza e un animo nobile finiscono con metterti nei guai. Membro della famiglia degli Anici, che contava diversi ex imperatori e funzionari potentissimi, Severino Boezio era nato bene e cresciuto meglio. Teodorico re dei Goti lo scelse come consigliere e i due divennero non solo collaboratori ma amici. Boezio era cattolico e negli ultimi anni del regno di Teodorico, in maniera poco accorta, si avvicinò a cerchie che flirtavano con l’impero d’Oriente, e con Giustiniano. Il referendario Cipriano, anche lui romano e amico di Teodorico, ma deciso a fare le scarpe a Boezio, sfruttò questa scelta poco prudente, e montò un caso contro il senatore Albino, accusandolo di tradimento. Boezio, che di Albino era amico, lo difese, e Cipriano ebbe buon gioco a sostenere che anche Boezio era un traditore. Caduto in disgrazia, Boezio fu arrestato e poi condannato a morte, probabilmente innocente, perché a tutt’oggi non vi sono reali prove di un suo coinvolgimento in qualche operazione poco chiara.
La morte di Boezio sarà il primo passo che farà incrinare i rapporti fra Giustiniano e il regno dei Goti, che porteranno Giustiniano a Teodora a dichiarare qualche anno più tardi guerra ai Goti d’Italia.
Probabilmente Boezio non ne sarebbe stato felice, perché come politico aveva sempre lavorato per la convivenza pacifica. Ma alle volte le migliori intenzioni si scontrano contro quello che è lo spirito dei tempi.
E se volete approfondire questa vicenda, vi consiglio di leggere il mio Teodora, i demoni del potere, Edizioni Piemme, disponibile in tutte le librerie e gli store online!

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