SUPERSEX tra noia e morale

di Massimiliano Griner

Un paio di anni fa stavamo lavorando all’idea di una serie ambientata nell’epoca d’oro del porno in Italia, tra i castigati anni Sessanta e l’esplosione creativa dei Settanta.

Personaggi fittizi, situazioni e contesto reali, sarebbe stato un racconto tragicomico e semiserio, sicuramente libertario.

E soprattutto divertente.

Arrivò il “contrordine, compagni”, bisognava fermare tutto.

Motivo: Netflix aveva deciso di produrre una cosa di questo tipo, dunque inutile lavorarci.

Oggi sappiamo che si tratta di “Supersex”, un drammone in sette puntate in cui sesso e trasgressione sembrano gli ingredienti per una sicura infelicità, sotto l’emblema già troppe volte visto di eros e thanatos che si intrecciano.

Ma d’altronde siamo in Italia, il sesso e il peccaminoso devono sempre andare a braccetto.

Credo che alcuni lo trovino persino eccitante. Ma personalmente sono di un’altra scuola.

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