Sono un delinquente griffato Pierre Cardin

di Francisco Umbral

La prima sera che entrai al Café Gijón può darsi che fosse la sera di un sabato. C’era fumo, persone riunitesi in 𝑡𝑒𝑟𝑡𝑢𝑙𝑖𝑎𝑠 a conversare, un groviglio di gente in piedi, tra il bancone e i tavolini, che non riusciva a muoversi in nessuna direzione e alcune facce vagamente note, famose, conosciute, alle quali in quel momento non seppi attribuire un nome. Potevano essere vecchie attrici, potevano essere prestigiosi omosessuali, potevano essere qualunque cosa. Io ero arrivato a Madrid per tenere una lettura di racconti nell’aula piccola dell’Ateneo, invitato da José Hierro e, non so come, mi guadagnai un angolino su uno dei divanetti del Caffè.
Tutta una vita (o almeno così mi sembrava) a leggere del Café Gijón, laggiù in provincia, e adesso ero qui e per di più ero venuto a presentare alcuni miei racconti all’Ateneo (e con il segreto proposito di restare); in altre parole, era un viaggio letterario e mi sarebbe piaciuto che uno qualsiasi di quei volti conosciuti o sconosciuti mi domandasse che cosa ci stessi facendo io a Madrid, per poi rispondere svogliato e con enfasi:
– Sa, domani terrò una lettura all’Ateneo.
Ma nessuno mi chiese niente, ovvio…

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