Sillogismi sull’amarezza

di Laureto Rodoni

Il 25 agosto 1969 Cioran scrisse nei Quaderni:

I ‘Sillogismi dell’amarezza’ sono appena usciti in tedesco. Così li ho riletti in questa lingua in cui, stranamente, sembrano ancora meno seri che in francese. Ciò nonostante molti di essi mi hanno ricordato avvenimenti dolorosi. Forse è il libro più personale che io abbia scritto: tutto è confidenza, dalla battuta al “pensiero” più elaborato.

Pubblicati da Gallimard nel 1952 e tradotti da Adelphi nel 1993. Cfr. www.facebook.com/laureto.rodoni/posts/2661455383867340. In tedesco uscirono con il titolo: ‘Syllogismen der Bitterkeit’, tradotti da Kurt Leonhard (1910-2005), storico dell’arte, poeta e traduttore tedesco.

SILLOGE ANGOSCIATA

• Appena adolescente, la prospettiva della morte mi gettava nell’angoscia; per sfuggirvi mi precipitavo al bordello o invocavo gli angeli. Ma, con l’età, ci si abitua ai propri terrori, non si fa più niente per liberarsene, ci si imborghesisce nell’Abisso.
E se ci fu un tempo in cui invidiavo quei monaci egiziani che scavavano le loro tombe per versarvi lacrime, oggi scaverei la mia per non lasciarvi cadere altro che cicche.

• La noia è un’angoscia larvale; I’umor nero, un
odio sognatore.

• C’è un’angoscia infusa che funge in noi da
scienza e da intuizione al tempo stesso.

• Noi abbiamo creduto con Nietzsche alla perennità dell’angoscia; grazie alla maturità del nostro cinismo ci siamo spinti più lontano di lui.

• Noi ci trinceriamo dietro il nostro volto; il
pazzo con il suo si tradisce. Egli si offre, si denuncia agli altri. Persa la maschera, rende pubblica la sua angoscia, la impone al primo venuto, propala i suoi enigmi. Tanta indiscrezione irrita. E normale che lo si leghi e lo si isoli.

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