Sanremo

di Peter Freeman

E manca ormai poco al Festival.
Pronostico: anche quest’anno un successone di pubblico.
Io proprio non ce la faccio, è un mio limite, lo riconosco, ma so che tanti, i più, non perderanno una serata. E anche tra i miei amici, compagni, conoscenti, contatti, via via che la cerchia si allarga, sarà tutto un commento, chiacchiera, chiacchiericcio, rumore di fondo. Nulla da obiettare, sia chiaro, e pare vi sarà pure un Sanremino, spero che ne esca indenne.
Una cosa però la vorrei dire, agli addetti ai lavori che ne scrivono o ne hanno scritto per professione. Ecco, magari provate a rinnovare la cassetta degli strumenti del mestiere. A me sentire ripetere trentacinque anni dopo le medesime cose, ormai banali e un po’ ammuffite, mette tristezza. Allora poteva avere un senso, adesso francamente è pura ripetizione, è diventare noi stessi degli accessori dello spettacolino. Una malinconica fine.

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