Salvo Vitale

di Carmelo Albanese

Salvo Vitale è stato un compagno generoso e di grande nobiltà d’animo. Straordinario testimone della vicenda di Peppino Impastato e del suo collettivo – che ha saputo raccontare a diverse generazioni di ragazze e ragazzi senza quella retorica eroica e celebrativa così comune a tanti altri che, pure, con il militante di Cinisi non avevano avuto mai alcuna frequentazione – e per tutta la vita impegnato nella battaglia sociale antimafia in una pluralità di forme e di luoghi.

Dal primo Forum sociale antimafia del 2002, tanti sono stati i momenti di incontro e di dialogo con Salvo, ma ne ricordo uno in particolare come quello, per me, più fecondo. Era il marzo del 2003, e dopo aver presentato a Enna il suo libro “Nel cuore dei coralli”, con la sua auto in serata facemmo ritorno a Palermo. In quel lungo – anche a causa del traffico – tragitto, discutemmo di molte cose; soprattutto, però, emerse un ricordo di Peppino intimo e complesso, mai separato dal contesto in cui operava e dalle molteplici relazioni che aveva costruito e andava costruendo. In quella occasione Salvo scelse di “rivelarmi” un Peppino diverso da quello raccontato in quegli anni, liberandolo, liberandomelo, dai tratti mitologici e restituendomi il profilo reale di un giovane dirigente politico posizionato, dotato di grande curiosità e carisma ma per nulla sprovveduto, ingenuo, illuso, come invece appariva al grande pubblico allora, complice anche una fortunata pellicola cinematografica.

Sarà per sempre questo il Giuseppe Impastato e la sua lotta alla mafia della mia formazione politica, e di ciò devo ringraziare il suo migliore amico.

Addio Salvo

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *