Roberto Longhi
di Antonio Paolucci
Longhi era un uomo difficile, infinitamente egoista, infinitamente intelligente e pericolosamente seduttivo, un vero incantatore di serpenti. A me rimane memoria di quei pomeriggi di inverno quando, ai seminari di attribuzione, Roberto Longhi, la sigaretta pendula al labbro e la sciarpa bordeaux al collo, elegantissimo e scicchissimo come un croupier della Belle époque, dava a noi, suoi allievi, le carte di un gioco crudele e affascinante. Erano foto in bianco e nero, dettagli di opere d’arte; la schiena di qualche martire manierista, il profilo di una santa gotica, un truce personaggio ad evidenza caravaggesco, forse Valentin, forse Manfredi…
