Riflessioni sulla prima fondazione di Nomadelfia, nel campo di Fossoli

di Brunello Mantelli 

Scegliere di piazzare la prima Nomadelfia ESATTAMENTE nel luogo che aveva ospitato il campo di detenzione fascista di Fossoli di Carpi (Modena), usato dal regime monarchicofascista dal 1940 al 1943 come campo di prigionia per militari nemici, in gran parte britannici, catturati e poi dall’8 settembre 1943 fino all’estate del 1944 dall’RSI e dall’apparato SS di polizia dell’occupante tedesco usato come campo di concentramento e di transito per ebrei da deportare ad Auschwitz-Birkenau (tra loro Primo Levi ed i suoi compagni), per politici da deportare nella rete dei Konzentrationslager (come Mauthausen e Dachau), e per lavoratori coatti da mandare oltre Brennero nella rete gestita dal Generabevollmächtigter Fritz Sauckel (processato, condannato e giustiziato a Norimberga), ed infine, dall’estate del 1944 all’aprile 1945 usato dai rappresentati i Italia di Sauckel come campo di smistamento di lavoratori coatti (molti i prelevati durante rastrellamenti) per l’economia di guerra tedesca, per di più servendosi delle stesse strutture (baracche, edifici in muratura), fu da parte di don Zeno Saltini, al di là dei suoi indubbi meriti, un colossale errore, ed anche una mancanza di rispetto per la memoria di chi da Fossoli ci era passato in condizioni di brutale costrizione. Questo aspetto dell’attività, sia pur encomiabile in generale, del sacerdote NON può essere omesso in una corretta ricostruzione della sua vicenda umana e pastorale.

Rappresentarono una banalizzazione del luogo ed uno sfregio alla memoria. A parte, ebbi, da adolescente, l’esperienza di una visita alla Nomadelfia grossetana. Durò una settimana, eravamo un gruppo. Non ne cavai una gran buona impressione. A parte la considerazione che la rete dei responsabili laici era totalmente composta da uomini, alla donne erano riservati compiti “materni” ma non decisionali, si respirava un integralismo poco consono con quello che stava accadendo nel mondo cattolico (Vaticano II), fino a teorizzare che l’Europa aveva da essere un universo totalmente cristiano, meglio se cattolico. Chi non fosse cattolico o non fosse comunque credente avrebbe dovuto andarsene da un’altra parte del mondo. Al tempo ero credente e cristiano cattolico, ma mi sentivo soffocare, lì.

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