Ricordi di Natale

di Francesco Abbate

Ricordo un Natale molto speciale tanti anni fa a Roma, correva l’anno più o meno 1967-68. Da vari mesi c’era una piccola fabbrica occupata dagli operai (se non ricordo male era una specie di tipografia o qualcosa del genere) che i proprietari volevano chiudere, naturalmente senza un vero motivo economico) . Si chiamava Apollon e il fatto aveva suscitato la mobilitazione delle sezioni del PCI, anche la mia la Regola-Campitelli, una sezione importante dove erano iscritti (in linea teorica ovvio perché si vedevano raramente) dirigenti importanti del partito. A sostegno degli operai lo sforzo di tutti i militanti, anche dal punto di vista economico, era molto forte: inutile e anche ingiusto fare i confronti con l’oggi, erano altri tempi e il radicamento del PCI nel territorio ben altra cosa.. Quel Natale lo passai in fabbrica tra una pila di panettoni e un sacco di iniziative alcune anche divertenti. Il partito era un qualcosa di molto vivo e pure pieno di fantasia. Ricordo quel Natale perché quello di domani è meno speciale e ho mio fratello all’ospedale da una settimana con un’infezione e nemmeno riesco a vederlo perché non fanno entrare perché in reparto c’è, naturalmente isolato, un malato COVID-19. E devo andare su e giù Roccagloriosa-Sapri anche per pensare al suo cane che sta solo in casa e molto triste.

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