Ricordando Paul Ginsborg

di Marcello Flores

Ieri non sono riuscito a scrivere nulla sulla scomparsa di Paul Ginsborg. La nostra è stata un’amicizia durata cinquant’anni e voglio ricordare solo come è iniziata. Nel 1973 a una cena a casa dei Foa, Vittorio e Lisa chiesero a me e mia moglie se potevamo ospitare una coppia di loro amici inglesi che sarebbero venuti a stare un po’ a Roma.

Verso fine anno vennero da noi Paul e Mary (la prima moglie di Paul): noi avevamo una figlia di un anno e mezzo e passammo per più di un anno e mezzo la più felice delle convivenze (usuali in quel periodo) con altre persone. Ci legava una visione simile della politica, l’amore per la storia, e la capacità di divertirsi.

Paul capì solo durante la nostra convivenza che quando si lavavano i piatti dopo mangiato andavano anche sciacquati e non soltanto insaponati, come era abitudine, così disse, fare in Inghilterra.

Nostra figlia si innamorò di questa coppia inglese che ci rimase amica per sempre. Nell’estate del 1975 loro tornarono a Cambridge e in ottobre noi ci trasferimmo a Milano (io iniziai a insegnare a Trieste).

Ci ritrovammo a Milano, passammo numerose vacanze insieme, nacquero i loro figli e il nostro secondo, mi ritrovai a tradurre la storia d’Italia che Paul non riusciva a consegnare all’editore…

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