Ricordando Elia

di Andrea Lucidi

Ieri mattina a Donezk si è svolta una commemorazione per salutare Elia. Gli amici, i compagni e quanti lo avevano conosciuto sono andati a porgergli un saluto e un ringraziamento. In Italia negli ultimi due giorni i giornali hanno parlato tanto, anche le persone hanno parlato tanto. Non sono in molti a capire o immaginare quali motivazioni possano spingere un ragazzo così giovane a lasciare tutto e a ricominciare in una zona del mondo così difficile, il Donbass. Non sono in molti a comprendere quale forza di volontà si deve avere, quale coraggio, quale tempra, per fare una scelta del genere. Chi lo ha conosciuto bene in questi anni difficili lo ricorda come una persona meravigliosa, una persona che amava stare con gli amici, che amava la vita. Un ragazzo a cui certo non piaceva la guerra, un ragazzo che voleva solo proteggere un popolo, quello che era diventato il suo popolo. Quello che ha fatto certamente non è stato vano, le sue azioni hanno sicuramente salvato decine se non centinaia di vite civili degli abitati di Donezk e della DNR. Personalmente ricorderò sempre Elia come un esempio, un grande esempio di coraggio, di risolutezza, di determinazione, di dedizione. Anche questo ci ha lasciato, a tutti noi, l’esempio. Elia ha intrapreso un nuovo grande viaggio, un viaggio che lo porterà nel cuore di tutti noi. Anche Elia è entrato nel Reggimento Immortale, come chi è caduto per la libertà prima di lui. Per noi che rimaniamo non resta che un dovere: ricordarlo.

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