Ricordando Arnaldo Ninchi

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di Stefano Pironti 

Al Cineclub Alphaville una serata in ricordo di Arnaldo Ninchi a dieci anni dalla sua scomparsa
Si svolgerà sabato 6 maggio 2023 alle ore 21.00 presso il Cineclub Alphaville – via Romanello da Forli, 30, in zona Pigneto – a Roma la serata in ricordo di Arnaldo Ninchi.
Ore 21.00: proiezione del film Magnificat (1993, 109’) di Pupi Avati.
A seguire saluti di Arianna Ninchi e brindisi alla memoria di Arnaldo.
«Caro babbo,
aggiungo queste righe al comunicato anche se, a proposito di fede, non so più molto bene che cosa pensare. So che era il 6 maggio del 2013, quando te ne sei andato. E che per il 6 maggio del 2023, che cade di sabato, sei atteso sul grande schermo del cineclub Alphaville, alle 21. Devi venirci nei panni di Folco, il boia del Magnificat di Pupi Avati, per impressionarci ancora con quell’interpretazione, che anche tu tanto hai amato. Patrizia Salvatori, la stupenda proprietaria del locale, dice che sono benvenuti, per ricordarti, gli amici. Ha accolto con gioia l’idea di questa serata in tuo omaggio, e un giorno organizzerò con lei anche qualcosa per Ave. Anzi, se tu dovessi incrociarla, lassù, glielo puoi, per favore, anticipare? Intanto, mi preparo per questa ricorrenza, anche se mi pare impossibile che dieci anni siano già passati… comunque, la nostra emozione nel rivederti sarà tanta, e tu farai meglio a prepararti: faticherai a restare impassibile come un boia, sei avvisato!»
Arianna Ninchi
Arnaldo Ninchi (Pesaro, 1935 – Roma, 2013) nasce in una famiglia di attori: sia suo padre Annibale (1887-1967) sia suo zio Carlo (1896-1974) erano attori, così come la loro cugina Ave (1915-1997). Compie i primi passi sportivi presso il Club Scherma Pesaro, quindi gioca a pallacanestro nella Victoria Libertas Pesaro. Nel 1959 si diploma all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica e comincia a lavorare a teatro; all’inizio nelle compagnie teatrali più note, successivamente ne fonda una propria. In televisione comincia a lavorare con un ciclo di tre commedie del teatro di Eduardo De Filippo.
Al cinema è stato diretto da registi quali Daniele D’Anza – I piaceri del sabato notte (1961), Claude Chabrol – Parigi di notte (1961) -, Giuliano Montaldo – Il giocattolo (1979) -, Lina Wertmüller – Notte d’estate con profilo greco, occhi a mandorla e odore di basilico (1986), Pupi Avati – Magnificat (1993), Dichiarazioni d’amore (1994), L’arcano incantatore(1996) -, Giuseppe Ferrara – Giovanni Falcone (1993) , Pasquale Pozzessere – Testimone a rischio (1997), Cocapop (2010), Franco Giraldi – Voci (2000) -, Vittorio De Sisti – Assassini per caso (2000) -, Luca Barbareschi – Il trasformista (2002) -, Silvio Soldini – Giorni e nuvole (2007) -, Maria Sole Tognazzi – L’uomo che ama (2008), Pappi Corsicato – Il volto di un’altra (2012) -, e molti altri.
Nel 1992 ha donato i copioni teatrali in suo possesso alla Biblioteca e Museo teatrale del Burcardo a Roma. Ha inoltre donato fotografie, programmi, ritagli di giornali e carte amministrative al Museo Biblioteca dell’Attore del Teatro di Genova, che gli ha intitolato un fondo (come già aveva fatto per suo padre Annibale).
Doppiatore e direttore del doppiaggio, è stato fondatore – insieme ad altri attori, soprattutto di teatro – della Sonora Doppiaggio, che ha avuto fra i soci marco Guglielmi e Clara Bindi
Molto attivo anche a teatro ed in televisione, ha interpretato numerosi film tv – Giosafatte Talarico (1961) di Gilberto Tofano, Medea (1965) di Alexis Minotis, Processo a Gesù (1968) di Gianfranco Bettetini, Storia di Pablo (1970) di Sergio Velitti, Il giuoco delle parti (1970) di Giorgio De Lullo, L’arte della commedia (1970) di Eduardo De Filippo, Le due croci (1988) di Silvio Maestranzi, Donne armate (1991) di Sergio Corbucci (alla sua ultima regia), Il caso Fenaroli (1996) di Giampaolo Tescari, La casa dell’angelo (2002) di Giuliana Gamba – e miniserie – Le pecore nere (1961) di Giorgio Albertazzi, Più rosa che giallo (1962), Questa sera parla Mark Twain (1965) di Daniele D’Anza, Dossier Mata Hari (1967) di Mario Landi, Il segreto di Luca (1968) di Ottavio Spadaro, Sacco e Vanzetti (1977) di Giacomo Colli, È proibito ballare (1989) di Pupi Avati, Cesare Bastelli e Fabrizio Costa, Voci notturne (1995) di Fabrizio Laurenti, La famiglia Ricordi (1995) di Mauro Bolognini, Incantesimo (1998-2000), La vita che verrà (1999) e La provinciale(2006) di Pasquale Pozzessere, Piccolo mondo antico (2001) di Cinzia TH Torrini, Onora il padre (2001) e Tre casi per Laura C. (2002) di Gianpaolo Tescari, Le stagioni del cuore (2004) di Antonello Grimaldi, Don Bosco (2004) di Ludovico Gasparini, Nati ieri (2006-07), Boris (2007-2010 – undici episodi) di Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre e Luca Vendruscolo, Coco Chanel (2008) di Christian Duguay, Il commissario Manara (2011), L’ultimo papa re (2013) di Luca Manfredi, trasmessa su RaiUno circa un mese prima della sua scomparsa.
È autore del testo Io, questa compagnia, non la volevo fare! Vita e avventure teatrali di un legale rappresentante (Rai Libri, Roma 2010).

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