Quindici ragioni per cui gli scrittori sono tristi

di Matteo Farneti

1 il loro mondo interiore e’ infinitamente più ricco di quello esterno

2 per scrivere devono isolarsi dal mondo, stare soli

3 se un’idea e’ buona, lo si scopre solo dopo centinaia di ore di lavoro (spesso e’ da buttare)

4 i libri si leggono poco, quasi nulla

5 le ragioni per cui sono apprezzati – e succede di rado – spesso sono del tutto indipendenti dalla loro opera

6 molti uomini li considerano inutili

7 non sono capaci di ridere di se stessi

8 il loro successo – già estremamente raro – poggia su basi terribilmente fragili

9 molto spesso per mantenersi fanno lavori schifosi

10 sono terribilmente fragili e invidiosi

11 sono megalomani: la loro idea di successo e’ universale

12 le storie che li affascinano al tempo stesso li divorano

13 sacrificano alla loro Arte molte dolcezze della vita

14 sono perfezionisti, ma scrivere bene e’ dannatamente difficile

15 un’immaginazione troppo sviluppata, diceva Pascal, porta a vedere cose bellissime ma anche mostri inumani.

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