QUELLO SULLO STRETTO DI MESSINA SIA UN PONTE AUTARCHICO, TUTTO ITALIANO

di Mario Scialoja

Chi l’ha detto ? Il vicepresidente della Camera Rampelli e il ministro delle Cultura Sangiuliano.
“Che l’opera sia il simbolo del genio architettonico italico”, raccomanda Rampelli.
Fa meglio il tondo Sangiuliano che, come al solito incurante del senso del ridicolo, dice di aver incontrato giovani promesse della nostra architettura “che hanno il fuoco negli occhi” e ritiene si debba lasciare spazio a questi giovani.
Quidi niente concorso internazionale, niente Meier, niente Calatrava…Niente achistar non italiche. Niente commistioni culturali, solo progettisti targati dal tricolore.
Autarchia che ci ricorda qualcosa.
Ma c’è un problema, esiste un archistar abbastanza noto, tutto italico, Renzo Piano. Con lui come la mettiamo ?
In attesa di risposta, a proposito dell’autostima strabordante di Sangiuliano, vorrei ricordare quando, direttore del TG 2, si faceva intervistare, al centro di altri ospiti, in un talk quotidiano di prima serata da una giornalista ( brava e imbarazzata) del suo TG.

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