Quattro nuove pietre d’inciampo a Roma

di Miguel Gotor

Ho partecipato questa mattina, davanti alla sede centrale del CNR in piazzale Aldo Moro, alla cerimonia di apposizione di quattro nuove pietre d’inciampo alla presenza, tra gli altri, di Maria Chiara Carrozza, presidente del CNR, Carlo Doglioni, presidente dell’Ingv, Antonella Polimeni, rettrice dell’Università La Sapienza, Noemi Di Segni, presidentessa dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Daniele Regard, assessore alla Memoria della Comunità Ebraica di Roma, Riccardo Shemuel Di Segni, rabbino capo della Comunità Ebraica di Roma, e di Aldo Winkler, coordinatore del progetto “Pagina della Memoria” dell’Ingv.
Le pietre sono dedicate alla famiglia Anticoli: a Giacomo, a Gemma e alle loro figlie di 9 e 5 anni. Giacomo era impiegato come autista al CNR e per questo visse con la sua famiglia nell’alloggio di servizio interno fino al 1939 quando, per effetto delle cosiddette “leggi razziali”, venne “dispensato” dal servizio perdendo l’alloggio insieme al lavoro e da allora tutti e quattro si trasferirono a casa di parenti fino al drammatico 16 ottobre 1943, quando tutti vennero arrestati nel corso del rastrellamento degli ebrei da Roma e condotti ad Auschwitz.
Morirono probabilmente lo stesso giorno dell’arrivo al campo di sterminio.
Il CNR è il primo ente di ricerca italiano ad apporre delle pietre d’inciampo; ricordare la figura di Giacomo Anticoli, e con lui quelle dei suoi familiari, è importante perché ci ricorda – pur non essendo stato lui uno studioso – come la discriminazione antiebraica ebbe un impatto molto forte anche nel mondo scientifico e accademico italiano. Furono 96 i professori universitari cacciati in quanto ebrei e oltre 400 i liberi docenti, gli assistenti e gli studiosi espulsi da accademie, istituzioni culturali ed enti di ricerca. La discriminazione non risparmiò le molte donne, tra scienziate e studiose, presenti allora nel mondo accademico e scientifico, a testimonianza di come le leggi razziali rallentarono anche il processo di inclusione femminile.
L’iniziativa rientra nell’ambito delle ricerche effettuate per il progetto “Pagina della Memoria” e dell’accordo di collaborazione e studio sottoscritto un anno fa da Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Accademia Nazionale dei Lincei, Comunità Ebraica di Roma, Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche e Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, tutte istituzioni coinvolte nel lavoro di ricerca documentale e nella realizzazione di eventi commemorativi e di studio come quello di oggi.

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