Processo alla Resistenza

di Marzio Zananatoni

NOVITÀ IN LIBRERIA. Il lavoro di Michela Ponzani è uscito in libreria già da diversi mesi e non può dirsi quindi una vera e propria novità. Ma è importante segnalarlo, seppure con qualche ritardo, per l’interesse notevole che il libro dimostra (Michela Ponzani, «Processo alla Resistenza. L’eredità della guerra partigiana nella Repubblica 1945-2022», Einaudi, euro 28,00). Sono ormai molte le ricerche storiche e ben documentate che hanno affrontato il tema, spiegato dal sottotitolo, e il merito maggiore del libro è proprio quello di riassumere in un unico lavoro ben scritto e documentatissimo, costituito da ricerche negli archivi giudiziari, testimonianze orali, il nodo spinoso dell’eredità della guerra partigiana, soffermandosi sul processo alla Resistenza, celebrato nelle aule di giustizia dell’Italia repubblicana, con il seguito di polemiche a posteriori. Molti ex fascisti sarebbero stati assolti e i partigiani, al contrario, sarebbero stati giudicati come responsabili per le rappresaglie scatenate dai nazifascisti per non essersi consegnati al nemico. In questo senso è esemplare la ricostruzione che la Ponzani fornisce dell’attentato di via Rasella a Roma dal punto di vista giudiziario. L’attacco dei Gap doveva trattarsi di un legittimo atto di guerra per il quale né gli organizzatori, né gli esecutori potevano essere considerati responsabili del massacro commesso dal comando tedesco sotto il nome di rappresaglia. Un giudizio divenuto definitivo nel 1957 dalla Corte di Cassazione. Il lavoro della Ponzani rilegge insomma il dopo Resistenza facendo luce sui tanti armadi chiusi o nascosti che per decenni hanno offuscato molte verità.

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