Presidente Mattarella

di Brunello Mantelli

Sergio Matterella è stato e con ogni probabilità sarà ancora un grande presidente.

Assieme a Luigi Einaudi, direi il migliore che l’Italia abbia avuto, migliore assai anche del sopravvalutato, a sinistra, Sandro Pertini (che inaugurò la stagione dell’interventismo parolaio).

Che il collegio elettorale per l’elezione del nuovo PdR si sia rivolto a lui, nonostante le sue più che esplicite dichiarazioni di non voler restare, è esplicito segnale dell’impotenza mista ad arroganza dominante tra i membri di quel collegio elettorale, incapaci di trovare una qualche soluzione politica alternativa.

Se Matterella accetterà di restare confermerà di essere un grande, e altresì darà ulteriore prova che chi formava 40/50 anni fa il ceto politico era di gran lunga migliore della stragrande maggioranza degli omuncoli che oggi fingono di essere rappresentanti del popolo, sia pur con qualche lodevole eccezione (costituita in gran parte quest’ultima da alcuni ex democristiani, più qualche ex comunista ormai però, lui, fuori dai giochi).

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