Polemiche attorno alla morte di Michail Gorbacev

di Angelo d’Orsi 

Ieri ho scritto, rapidissimamente (era passata la mezzanotte) un testo su Michail Gorbacev, per ricordarne la figura, ovviamente senza approfondire, e cercando di riconoscere, in sintesi meriti ed errori. Il post ha avuto numerosissimi “like” e molte condivisioni, ma ha ridestato dal torpore i soliti leoni e sciacalli da tastiera. Sulle reti sociali gli individui pensano di poter dire qualsiasi sciocchezza o infamia, come sa la rete li proteggesse. Ma insomma, sappiamo grosso modo come funziona! E dobbiamo accettare il gioco anche se non ne condividiamo le regole (o l’assenza di regole).
Al di là dei commenti beffardi, o direttamente ingiuriosi (sono abituato anche a quelli, pur se fanno male) mi ha colpito lo scatenarsi nel mondo delle Sinistre, di polemiche incredibili: siamo ancora Stalin contro Trockij, e addirittura ci sono coloro che aggrediscono i critici del primo, accusandoli di preferire Hitler (!), mentre gli ammiratori del secondo attribuiscono al primo tutte le colpe del mondo. Il povero Gorbacev è finito come si dice nel tritacarne, e il mio giudizio che, nella sua frettolosa sintesi, voleva essere equanime, ha finito per contribuire a una ingenerosa liquidazione. Da parte di chi? Ma, naturalmente!, dei sedicenti “veri comunisti”, pronti non solo a impartire lezioni a me, ma a gettare fango su tutti gli altri, gratificati con beffarde provocazioni del tipo: “e tu saresti comunista?”.
Nell’insieme, scorrere quei commenti (oltre un centinaio), è stato deprimente, e istruttivo. Tutti pronti a salire in cattedra, forti solo delle proprie simpatie o idiosincrasie, ma specialmente tutti pronti a sparare ad alzo zero contro i “compagni”. Oggi devono accontentarsi delle parole, ma se avessero armi d’altro genere, come si comporterebbero? Del resto il via lo aveva dato, con il malgarbo che lo contraddistingue, il solito Marco Rizzo, che da sempre gode del favore dei media “borghesi”, perché rappresenta l’idealtipo del trinariciuto, il “comunista” tonitruante pronto ad aprire la pancia della borghesia, salvo poi mettersi in coda per sedersi al suo banchetto, in compagnia di loschi o squalificati personaggi, persino “similfascisti”.
Un triste panorama, che ci induce a sottolineare che l’unità delle Sinistra implica una vera e propria rinascita, innanzitutto etica e culturale. Unione Popolare, per come io intendo il progetto, deve lavorare in questa direzione, se si vuole davvero non finalizzare lo sforzo al mero esito elettorale del 25 settembre. La “rinascita” implica un enorme lavoro collettivo, volto non soltanto a unire, ma anche a distinguere, e dar il via a un gigantesco sforzo di alfabetizzazione politica (talora non soltanto politica, ahinoi). E a un ulteriore sforzo di creatività, volto a gettare alle ortiche dispute vecchie e stantie, a saper imparare ad essere aperti e tolleranti con quelli della propria parte, e riservare la durezza della polemica con “gli altri”, ma pronti a dialogare anche con gli avversari se si individuano terreni comuni di azione. Ma certo, oltre che citare Lenin, o Gramsci, o Rosa Luxemburg, bisognerebbe studiarli, e apprenderne le lezioni profonde, attualizzandole.
Insomma, questa piccola ennesima esperienza mi conferma che abbiamo davanti un “lungo lavorio ideologico e culturale” (Gramsci). La campagna elettorale dovrebbe essere anche una scuola, alla quale tutti dovremmo apprendere, pronti a cogliere il risultato massimo, ma altrettanto preparati alla sconfitta, che non sarà tale se saremo capaci di tesaurizzare questa esperienza, e portarla avanti dal 26 settembre in avanti.
Il socialismo di Unione Popolare con Luigi de Magistris deve essere aperto, dialettico, dialogante e democratico all’interno, intransigente all’esterno. Noi abbiamo bisogno proprio di quella trasparenza, di quella collegialità, di quella democrazia che Michail Gorbacev aveva in mente di immettere nel PCUS e in Unione Sovietica.
Ma, davvero, al di là del giudizio storico sull’uomo e sulla sua avventura politica, smettiamo di ritenere che l’URSS possa oggi ancora essere un modello (come non può esserlo la Repubblica Popolare Cinese): con buona pace di tanti “comunisti”, il cui obiettivo fondamentale sembra agitare vecchie bandiere e scandire slogan incartapecoriti. Rinascere significa un nuovo inizio, salvando gli ideali autentici della Sinistra, del socialismo e del comunismo, ma ideando contenuti e linguaggi nuovi. Con Unione Popolare ci si prova, e il risultato è legato al sostegno attivo, alle proposte di idee e di suggestioni di donne e uomini che vogliano essere parte del progetto di “rinascita della Sinistra”.
Ed ecco, a titolo informativo, il testo del mio post di ieri su Gorbacev, pubblicato sulla pagina Angelo d’Orsi personaggio politico
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Ho letto che c’è chi brinda, a sinistra (?) per la morte di Michail Gorbacev, avvenuta ieri 30 agosto 2022. Io credo invece si possa piangere l’ultimo leader dell’Unione Sovietica, non soltanto per umana pietas, che non guasterebbe comunque, ma perché egli fu un politico onesto, e certamente ingenuo, che si pose il compito di salvare il “socialismo reale”, facendo iniezioni di democrazia, di trasparenza, di collegialità. Ma era un compito forse impossibile, in un Paese guidato per decenni da leader incapaci di cogliere i segni dei tempi, e che non avevano nessuna volontà di porre fine ai privilegi di un ceto di dirigenti e di funzionari di partito (il PCUS), mentre una larga parte della popolazione viveva in condizioni di disagio, sotto una cappa oppressiva. Una leadership che scambiava la burocrazia per efficienza, la potenza militare per progresso, la repressione per “dittatura del proletariato”…
Gorbacev fu coraggioso, persino temerario, avviando un processo forse necessario, indispensabile, per salvare il socialismo e l’Unione Sovietica ma non fu in grado di governare quel processo; in realtà toccando anche soltanto un pezzo si metteva in crisi l’intera struttura. E fu così che egli finì per ottenere, in una drammatica eterogenesi dei fini, il risultato opposto, ossia favorire la disgregazione del Paese e la fine del PCUS, e il crollo del sistema, grazie all’intervento, prima sotterraneo poi piuttosto palese, di potenze occidentali, che puntarono su Boris Elc’in, che fu il cavallo di Troia in quel Paese, per aprire le porte al capitalismo più selvaggio, all’arricchimento sfrenato di alcune centinaia di individui e alla grande criminalità mafiosa.
Mentre una parte cospicua della popolazione subiva pesanti contraccolpi sul piano della esistenza materiale e su quello del funzionamento dello Stato sociale. L’occidentalizzazione della società finì per generare nuove disuguaglianze, anche se riempì i supermercati e diffuse luoghi per il

divertimento giovanile.
Infine, certamente a Michail Gorbacev, al netto dei suoi limiti e degli errori commessi, va riconosciuto di essere stato un autentico “uomo di pace”, una figura che oggi, nell’epoca della guerra infinita e permanente, avviata proprio dalla dissoluzione dell’URSS, almeno sotto questo aspetto, non possiamo che rimpiangere.
E, nel progetto di Unione Popolare intendiamo perseguire quegli ideali di trasparenza, democrazia, collegialità che sono un valore fondamentale del fare politica, mezzi per accrescerne l’efficacia e la capacità di essere « tra la gente », ascoltandone i bisogni e raccogliendone le istanze.
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