Piero Gobetti, il logo ritrovato.

di Gianfranco Spadaccia

Un prezioso volumetto dedicato a Piero Gobetti, “Il logo ritrovato”.


Ho ricevuto in dono da Franco Corleone un prezioso volumetto che è anche uno straordinario piccolo capolavoro di bibliofilia, dal titolo “Il Logo ritrovato di Piero Gobetti”(Prefazione di Pietro Polito, Edizioni Menabò). Il logo a cui il libricino si riferisce è quello che accompagnerà da un certo punto in poi i libri editi, nel pieno affermarsi del fascismo, dal giovane Piero e dalla sua “Piero Gobetti editore.Torino”.
Nella ricostruzione di Corleone, che cita Angelo Fabrizi (“Gobetti e Alfieri”), il logo gli fu proposto da Augusto Monti e consisteva in un motto coniato da Vittorio Alfieri in greco: “Che ho a che fare io con gli schiavi?”, che poi sarà adottato nella forma disegnata da Felice Casorati, che si troverà apposta in basso nella copertina di molti volumi editi da Piero Gobetti per il quale, come per molti antifascisti di quegli anni, l’Alfieri “era il simbolo della lotta alla tirannide” e la sua figura diventerà, nel suo ambiente “oggetto degli studi di Umberto Calosso e Natalino Sapegno”.
Quello di Monti non fu l’unico suggerimento ricevuto da Piero Gobetti. Altri ne ricevette, in particolare uno disegnato da Carlo Levi: una cicala, che campeggia nella copertina del libricino di Franco Corleone.
Corleone riproduce nel libretto, accanto a molte foto, il frontespizio di tutti i volumi editi da Piero Gobetti, quelli privi come quelli forniti del motto dell’Alfieri, e le testate delle tre riviste “La Rivoluzione Liberale”, “Il Baretti”, “Energie Nove” Infine una piccola ma significativa antologia di scritti gobettiani.
Una bella prova di bibliofilia ma anche e soprattutto un omaggio al giovanissimo autore de la Rivoluzione Liberale che per tanti di noi è stato un straordinario riferimento culturale e morale prima ancora che politico.

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