Piero Craveri

di Guido Melis

Mi addolora molto la morte ieri di Piero Craveri. Eravamo amici sin dagli anni del mio debutto in carriera come professore, che Piero aveva incoraggiato, manifestandomi la sua stima quando più ne avevo bisogno.
Era simpatico, spiritoso, colto, intelligente. Talvolta amava apparire paradossale. Nipote per parte di madre di Benedetto Croce, si portava dietro questa ascendenza con nonchalache, senza esibirla, anzi scherzandoci su. Quando lo conobbi io, primi anni Ottanta, aveva già alle spalle un bel libro sul sindacato come istituzione. Poi scrisse studi fondamentali specie sulla storia della Repubblica.
Storico del diritto, ma senza barriere, diede contributi importanti anche alla storia delle istituzioni, e anzi come tale lo ebbi accanto in una commissione di concorso particolarmente spinosa e potei apprezzarne la capacità di mediazione e il buon senso, che per un accademico non è dote da poco.
Radicale, fu anche senatore, e poi al Suor Orsola Benincasa di Napoli amministratore e docente. Professore mai banale. Allevatore di cervelli.
Se ne va un amico, un ottimo storico,un intellettuale di spirito libero . Lo rimpiangeremo.

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