Persone

di Peter Freeman 

Ho lavorato per 35 anni in televisione in contatto con varie figure professionali. Quelle/i con cui mi sono trovato meglio sono le montatrici e i montatori. (di seguito, se non vi scoccia, montatrici).
Con una montatrice tu dividi la stanza per settimane (a seconda della difficoltà e lunghezza del lavoro da fare) per otto ore al giorno. Più che la stanza, due metri di spazio: lei smanetta, monta, tu dai le direttive: dirigi ma in realtà ti affidi. Lei conoscerà la tua vita, tu la sua (figlia, genitori, scuola dei figli, passioni, idee politiche) perché condivideremo molto tempo. Dovrai capire se quel giorno è incazzata o triste o se invece è una giornata perfetta.
Il rapporto che si costruisce è quasi “intimo”, oppure inesistente – se inesistente qualcosa non sta funzionando. Chiacchieri molto, ci si racconta a vicenda. Tu le spieghi da subito che lavoro hai in mente, cosa ti aspetti: non correre, prenditi tempo per spiegare, metti in comune un progetto che è il tuo perché tu se l’autore ma nel quale lei metterà molto del suo. Devi avere le idee chiare e lei lo capirà ma non aver timore nel chiedere aiuto. Non c’è nulla di più gratificante di sentirsi chiedere “secondo te così funziona?” se la domanda è sincera.
Se la montatrice è brava ti darà dei suggerimenti e tu li accoglierai quasi tutti perché ha ragione lei; se non è brava te ne accorgerai dopo pochi giorni. Se è un problema di know how tecnologico-professionale è probabile che avrà bisogno di farsi aiutare dal boss o da un/una montatore/ice più esperta: tu incentivala a farlo (“vogliamo chiedere a X?”). Se proprio non è capace ed è anche testarda (e magaripresuntuosa), falla sostituire, non prolungare qualcosa che rovinerà il lavoro. Questo non accade quasi mai, però può succedere. A me è accaduto 3 volte e l’ultima mi spiacque molto perché a questo montatore non rinnovarono il contratto, ma era davvero incapace e combino’ dei casini inenarrabili. Ricorda sempre che nel 90 per cento dei casi lavorano a contratto e spesso sono sfruttati, con richieste di straordinari e spostamenti su altre linee produttive: difendibile, proteggile, non esitare a parlare a muso duro con il boss per difenderne l’esclusiva con te.
Regola che mi sono sempre imposto: nella pausa pranzo non condividere il tempo con lei, mangia per conto tuo. Lei ha bisogno di staccare (magari quel giorno non ti sopporta) e anche tu: togliti dalla sua vista.
Ho sempre lavorato benissimo con loro, è nato quasi sempre un rapporto di stima, rispetto, vicinanza, a volte affetto.
È stato bello.

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