Peppino Capobianco
di Pasquale Iorio
In ricordo di Giuseppe Capobianco (1926-1994) a trentuno anni dalla scomparsa
Come è stato ricordato da più parti Capobianco è stato uno dei protagonisti eminenti della vita politica e socio-culturale negli anni della resistenza antifascista e della rinascita democratica di Terra di Lavoro. Era un uomo di estremo rigore personale e politico, schivo e disinteressato fino ai limiti dell’ascetismo. In giovane età ha contribuito alla ricostruzione del movimento giovanile comunista, per essere cooptato nel marzo del 1948 nel comitato federale della Federazione Pci di Terra di Lavoro – organizzazione della quale sarebbe diventato segretario quasi un venticinquennio più tardi, tra il 1970 e il 1976, a cui seguirono attività a livello regionale sino al suo successivo ingresso nel ristretto ambito nazionale del Comitato Centrale di Controllo.
Ma notevole è stato anche il suo contributo alla ricostruzione della storia politica e culturale del partito comunista e del movimento operario casertano e campano, insieme ad altre figure prestigiose con Corrado Graziadei e Mario Pignataro. Infatti ci ha lasciato tanti saggi, scritti e pubblicazioni che ci aiutano a ricostruire un periodo molto ricco di eventi, anche tragici (come la guerra e la lotta antifascista) fino alla rinascita democratica di Terra di Lavoro. Come si può vedere dalla bibliografia delle sue opere, che alleghiamo.
Di particolare rilievo sono alcuni interventi e relazioni da lui svolti negli anni di militanza e di direzione nel partito comunista: a partire dalle relazioni al Convegno agrario provinciale – tenuto a Benevento 27-23 febbraio 1965; da quella svolta nella riunione del CF e della CFC di Caserta del 29-11-1971; fino agli appunti scritti in occasione dell’incontro di fine anno 1971 seguiti dalla relazione introduttiva al Convegno Economico Provinciale di Caserta del 24-25 febbraio 1973 su “Le proposte dei comunisti per lo sviluppo economico e democratico della provincia, del mezzogiorno e del Paese”; a quella per il convegno su “Analisi della crisi economica in TdL e le proposte dei comunisti” – Caserta 24-25 gennaio 1975. Inoltre vanno evidenziate le note per le ricerche sul movimento operaio in Terra di Lavoro “1900-1924. Ricordando Michele Izzo nella Festa de L’Unità a Carano di Sessa Aurunca l’11 agosto 1979. Altri interventi di spessore sono quelli tenuti al convegno su “Capua e Terra di Lavoro dal fascismo alla repubblica”, Capua 1° luglio 1981 con lettera aperta al sindaco della città del 2 marzo 1981 e sulla proposta avanzata dal consigliere provinciale Bruno Lamberti per lo sviluppo del Museo Campano nel 1982. Infine, ricordiamo il “Quadro socio-economico e vicenda elettorale dell’area casertana (1946-1985)” e quello su Errico Leone “La nascita del socialismo a Napoli”, pubblicato in una rivista.
Ma particolarmente ricca è la sua bibliografia su opere e pubblicazioni dedicate alla vita politica, economica e socioculturale della nostra regione. Infatti Peppino nell’ultima fase della sua vita si dedicò in modo assiduo e sistematico alle ricerche e agli studi sul movimento operaio. Alcune di queste opere sono state riedite alcuni anni fa da Spartaco edizioni. In totale si tratta di oltre 22 volumi e tanti saggi come: “Lotte contadine: la verità a posto”, in La Voce della Campania, N 12 1977. “Il Piano verde in Campania”, in Cronache meridionali, N 9 1962. “Enciclopedia dell’Antifascismo e della Resistenza”, Edizione La Pietra. “Alla radice del nostro presente, Napoli e la Campania da fascismo alla repubblica 1943/1946”, Anno 1986. “Società, elezioni e governo locale in Campania 1946/1986”, Anno 1990.
Infine ci ha lasciato anche scritti ed opuscoli in ricordo di alcuni protagonisti delle lotte antifasciste, come Gori Lombardi, Michele Izzo, Leopoldo Cappabianca, Enrico Leone, Antonio Marasco ed il movimento operaio di Piedimonte Matese.
Per il suo carattere schivo e riservato, è stato ricordato dallo storico Gianni Cerchia con quanta insistenza fu quasi “costretto” a partecipare alla presentazione del suo libro sulle stragi naziste in Terra di Lavoro “La giustizia negata”. L’occupazione nazista in Terra di Lavoro dopo l’8 settembre 1943”, 1990, alla presenza dell’allora presidente della Camera dei Deputati on. Nilde Jotti. La sua produzione storiografica iniziava proprio in quest’ultima fase degli anni 70, quando accendeva i riflettori sui protagonisti del movimento operaio e democratico casertano con gli “Scritti di Corrado Graziadei” e “Ricordo di Michele Izzo” nel 1979, “Leopoldo Cappabianca, una vita per la libertà e la giustizia sociale” nel 1983, “Ricordo di Gori Lombardi” nel 1985, “Antonio Marasco e il movimento operaio di Piedimonte Matese” nel 1986, all’interno del più ampio contesto della complessa vicenda politica e sociale della provincia (su tutti il già citato “La giustizia negata” e il volume riedito “La costruzione del ‘partito nuovo’ in una provincia del Sud” nel 1981). In questi suoi studi ritroviamo tutta la passione dell’uomo politico, con le idiosincrasie, le suggestioni, i valori, ma anche i limiti, spesso affascinanti, di un uomo del suo tempo. Peppino Capobianco, e ciò non va mai edulcorato con letture di maniera, fu innanzitutto un uomo orgogliosamente di parte: un comunista della scuola di Togliatti che metteva al primo posto, sempre e comunque, le ragioni della politica e dell’organizzazione. Un uomo che diffidò sempre dagli “spontaneismi”, che non amava i “movimentismi”; anzi li giudicava, come ebbe a scrivere a proposito degli eccidi nazisti di Terra di Lavoro, incapaci di divenire di per sé “occasione di rottura col passato e coscienza del cambiamento”. Capobianco è morto il 27 settembre del 1994. Conoscendolo, crediamo che non avrebbe amato queste rievocazioni. Infatti sottolineava sempre che “le masse non gli individui, fanno la storia”. Eppure, nonostante le sue convinzioni e l’innata timidezza, fu un protagonista della storia democratica del Paese. Ecco perché, trenta anni dopo è importante ricordarne la sua figura. A tal fine stiamo lavorando anche per colmare una lacuna: pubblicare una biografia per far conoscere la sua figura nell’insieme della sua vita, che manca ancora (come ha sottolineato Guido d’Agostino). Infatti su Capobianco finora sono stati scritti interventi e pubblicati testi che trattano alcune fasi della sua storia politica e culturale, come quelli di Adolfo Villani “L’ufficiale e il comunista” sugli anni giovanili e la tesi di laurea a lui dedicata da Giulia Negro, nipote del figlio di Peppino Giovanni Capobianco, nell’ateneo casertano Luigi Vanvitelli nel 2021. Nella sua introduzione sottolinea che “la sua tesi è dedicata all’originale personalità di Giuseppe Capobianco, in particolare al suo impegno civile e politico in Terra di Lavoro”. Inoltre precisa che i materiali utilizzati sono stati quelli del Fondo Capobianco, oggi conservati presso l’Archivio di Stato di Caserta. **Peppino Capobianco, 25 anniversario della sua scomparsa, Caserta 27 settembre 2019 – stampato in proprio da: Archivio di Stato – ASFOR Unilif – Aislo – Le Piazze del Sapere – A cura di Franco Capobianco, ASFOR UNILIF – Note e relazioni.
Pasquale Iorio Le Piazze del Sapere Caserta, 27 settembre 2024
