PD, l’unico partito vero che ancora esiste

di Federico Smidile

La questione delle candidature sta agitando molto gli animi in queste ore, in particolare per quel che riguarda il PD. Mi permetto qualche osservazione.

Non capisco cosa interessino le candidature PD sia alla destra, sia al “Terzo Polo”, sia, in generale, a coloro che il PD non lo voterebbero comunque.

Molte critiche si appuntano sulla dura lotta interna che ci sarebbe stata. Oh bella! Accade da sempre. I possibili candidati cercano di esserlo effettivamente e sperano in collegi dove almeno sia possibile giocarsela. Essendoci pure degli alleati, chiaro che lo scacchiere è complesso. Quindi? Dove sta il problema?

Poi si rimprovera a Letta di aver scelto “per risentimento”. No, si tratta di politica. Che vi sia un ruolo essenziale del leader mi pare che non sia una novità del 15 agosto 2022. I leader di partito da tempo hanno assunto un ruolo forse esorbitante ma inevitabile, di deus ex machina (o almeno ci provano). Chiaro che facciano le liste cercando per quanto possibile di ridurre la presenza di avversari interni. In particolare che i renzani presenti nel PD possano aver avuto qualche problema di collocazione ci sta. Anche perché esiste un partito renziano che poteva accogliere i transfughi eventuali. Anche qui dove sta lo scandalo? Che poi ci si indigni per la sorte di Lotti mi pare un po’ eccessivo diciamo.

Si dice “ma sono candidati pessimi”. Quelli che conosco io non mi sembra siano così, anzi. Certamente non avranno vita facile, ma da qui a considerarli “patacche” ce ne corre. Ci possono essere candidature che non piacciono (Tabacci, Casini, Di Maio, Bonino, Fratoianni, per esempio). Pace, succede sempre. E non è che ci puntino la pistola alla testa. Si può votare Renzi, Caldenda, PAP, o chi si vuole eh.

Si deve anche tenere conto della situazione di transizione di queste elezioni precipitevoli. Passiamo dal parlamento dei 945 a quello del 600 eletti, mica facile trovare posti e non scontentare nessuno, soprattutto coloro che vorrebbero veder sparire il PD (io spero di no dato che è l’unico partito vero che ancora esiste).

Tutto bello quindi? No. Ovviamente tutto è discutibile, e si può sempre fare di meglio. Soprattutto da fuori, con le chiappe al mare o sui monti con il ditino alzato e la morale sempre pronta (De Gasperi raccomandava di scendere dalla montagna, dove certo si respira bene, e di misurarsi con la realtà, cosa difficile). Poi, ripeto, ognuno voterà chi vorrà e non è detto che si debba “votare utile” se non ci si crede.

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