Patrick Modiano e Luciano Bianciardi

 

di Federico Smidile

Patrick Modiano, Ricordi dormienti
Luciano Bianciardi, La vita agra

Ben poco hanno in comune questi picciol libri che ho riletto in questi giorni. Se non la sensazione di straniamento data dai linguaggi e la patologica asocialità di Modiano, artista della fuga, e di Bianciardi, prosatore che unisce il toscano aulico al feroce burocratese legalistico italico, volto a tutelare l’ingiustizia ed a opprimere i poveri cristi. Le due città, Parigi e Milano sono amate, odiate, temute. La grande capitale é narrata in una nebbia di sogno e ricordo confuso. La città dell’odiato miracolo economico, invece, é anche lei nella nebbia, ma dello smog, della corsa avida al successo, di un tutti contro tutti che nausea l’orgoglioso e alienato provinciale Bianciardi, che per sua ammissione ha scritto la cronaca di un’incazzatura che a me appare in certi punti pasoliniana. Due libri densi, forti, feroci. Da leggere e rileggere.

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