Palazzo Priotti a Torino

Percorrendo corso Vittorio Emanuele II, al civico 52 è impossibile non notare un edificio architettonicamente molto ricco di decorazioni, si tratta di Palazzo Priotti che rappresenta un’esempio dell’evoluzione dell’eclettico torinese in Liberty. Il Palazzo Priotti è un edificio storico di Torino e rappresenta una delle prime sperimentazioni che, da un’impostazione ancora evidentemente eclettico lascia trasparire primi stilemi liberty. L’edificio è compreso nel quartiere Centro e sorge a pochi metri di distanza dalla stazione di Porta Nuova, anch’essa progettata da Carlo Ceppi. La progettazione di questo edificio risale a un periodo particolarmente felice per il capoluogo sabaudo, nella seconda metà dell’Ottocento, infatti, la città visse un inatteso periodo di rinnovamento ed una nuova espansione in conseguenza della sua nuova vocazione industriale.

La progettazione dell’edificio venne inizialmente affidata dalla famiglia Priotti all’architetto Camillo Riccio, rimaneggiando una costruzione preesistente risalente al 1861, il vecchio edificio era noto in città per ospitare sin dal 1865, sull’angolo dell’attuale via Urbano Rattazzi, il celebre Caffè Burello, abituale ritrovo di viaggiatori e dell’aristocrazia, ma anche dell’emergente borghesia torinese. In seguito all’improvvisa morte dell’architetto Riccio nel 1899 il progetto venne affidato a Carlo Ceppi, la costruzione dell’edificio terminò nel 1901 e apparve da subito un elegante esempio di eclettismo già molto influenzato dal nascente stile liberty che caratterizzò il panorama architettonico torinese del successivo decennio.
L’edificio presenta un largo uso di decorazioni in litocemento e si inserisce armonicamente nel contesto urbano del corso che, in quegli anni, fu rinominato intitolandolo alla memoria di Vittorio Emanuele II. L’architettura si distingue per un ricco apparato decorativo che manifesta una commistione di primi elementi liberty, allo stile barocco tanto caro al Ceppi. Nel 1913 la famiglia Frisetti divenne proprietaria del palazzo. Fu questa a far realizzare una sala cinematografica che, seppur con le trasformazioni subite nel tempo, esiste ancora oggi, il Cinema Ambrosio. A differenza della ricca facciata gli interni si presentano in stile razionalismo ad eccezione del basso fabbricato presente nella corte interna in puro stile eclettico, adibito un tempo al rimessaggio delle carrozze e dimora per i cavalli, un’autentica sorpresa.

(fotografie massimo palma) © 2023

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