Otis Redding

di Carlo Serra
E’ una parata di leggende del soul ad accompagnare Otis Redding in questa straordinaria perorazione, da Isaac Hayes a Steve Cropper, ad una splendida sezioni di fiati, che fa un convenzionalissimoa lavoro di accompagnamento sul piano ingannevole delle note scritte, e che, invece sostiene con tensione somma, il dibattersi, il pregare, il pensare, che il canto di Redding mette in scena. Il testo è, apparentemente, una canzone d’amore, cantata alle prime ore del mattino. Le parole semplicissime scavano nel terreno delle emozioni, del racconto, della scoperta del senso dell’amore. Del resto, che aspettarsi da un cantante che temeva i testi di Dylan (bellissimo, ma come faccio a cantare un testo così lungo?), che si faceva prendere in giro da Steve Cropper per come pronuciava le parole, come spiega bene Alberto Castelli in Soul to Soul? Eppure, sotto le piccole efflorescenze pianistiche che puntellano la voce e li lentissimo ostinato dei fiati che chiude il testo, frai misuratissimi abbellimenti batteristici di Al Jackson e le armonizzazioni di Floyd Newman, Redding riesce raccontare in diretta tutte le emozioni che toccano l’umano di fronte all’amore, lo stupore, lo smarrimento, il volersi promettere cose sempre più grandi e impossibili, il prender distacco dal passato, in attesa del nuovo gioco del destino. Gesti che cadono, magari sorseggiando un caffè che si sta freddando, o dandosi un contegno, fumando una sigarettina, per provare a riprendere pensiero fra le parole, proprio quel pensiero chenon torna
E chi resiste allo struggimento, essenza della poesia fatta voce monologante? Questo è teatro musicale, come scrive qualche esagitato? No, è solo una canzone, una macchina proiettiva che si disperde attorno. E solleva domande, antiche come il mondo. E lei come prenderà una frase come nothing but joy? E ci crederà sul fatto che le altre ragazze che Otis ha frequentato non calzavano, e che questo lo rendeva triste (ipocrita)? E poi è davvero il caso di dire che walk down this aisle with me And I would love it, yeah People, I say it’s so early in the morning Ooh, it’s a quarter ‘til three We’re sitting here talking?. Eppure, rispetto al minmalismo del testo, probabilmente non voluto, si prova una profonda, irrefrenabile, ammirazione, per questa montagna di emozioni, raccontate con questa fluidità impacciata Misteri della buona musica
It’s early in the morning
About a quarter ‘til three
I’m sitting here talking with my baby
Over cigarettes and coffee, now
And to tell you that
Darling I’ve been so satisfied
Honey, since I met you
Baby, since I met you
All the places that I’ve been around
And all the good looking girls I’ve met
They just don’t seem to fit in
Knowing it’s particularly sad, yeah
But it seems so natural, darling
That you and I are here
Just talking over cigarettes and drinking coffee
And oh, my heart cries out
Love at last I’ve found you, oh now
And honey won’t you let me
Just build my whole life around you
And while how complete, how complete my whole life would be, yeah
If you would take things under consideration
And walk down this aisle with me
And I would love it, yeah
People, I say it’s so early in the morning
Ooh, it’s a quarter ‘til three
We’re sitting here talking
Over cigarettes and drinking coffee, now, lord
And I’d like to show you, well
I’ve known nothing but good old joy
Since I met you, darling
Honey, since I’ve met you, baby, yeah
I would love to have another drink of coffee, now
And please, darling, help me smoke just one more cigarette, now
I don’t want no cream and sugar
‘Cause I’ve got you now, darling
But just let me enjoy, help me to enjoy
This good time that we’ll have, baby
It’s so early, so early in the morning
So early, so early in the morning
And I’ve got you
And you’ve got me
And we’ll have each other
And we don’t, we don’t want nothing but joy, y’all
Nothing but joy
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