Osservazioni sul Festival di Sanremo

di Monsignor Valentino Di Cerbo

Quest’anno sto seguendo un po’ di più il Festival di Sanremo. E scopro con piacere che vengono colti come novità concetti che la fede cristiana annuncia da 2000 anni. Drusilla Foer ci fa scoprire che siamo UNICI (concetto richiamato anche da papa Francesco poche settimane fa), Lorena Cesarini ci ha ricordato che, a prescindere dal colore della pelle, il sangue che scorre nelle vene di tutti gli uomini è dello STESSO COLORE (Papa Francesco – come i cristiani di tutti i tempi – ci ricorda continuamente che siamo TUTTI FRATELLI) e Saviano ha esaltato come campioni di umanità persone “alternative”, cioè vissute in funzione non di sé, ma del bene di tutti.
Mi sembrava di stare in Chiesa…. Sono concetti cristiani che vengono riscoperti ad opera di chi forse cristiano non è, in un contesto laico.
Mi fanno accettare Sanremo nonostante alcune provocazioni alquanto insignificanti (che pure hanno fatto discutere e riflettere tanti) e mi fanno capire che di fronte ad una Chiesa che fa difficoltà a parlare all’uomo di oggi, Dio si serve di altre strade per condurci alla felicità di essere uomini sul modello di Colui che è “nato da donna” = uomo come tutti) per aiutarci a vivere da esseri unici chiamati a sentirsi regalo per far fiorire la vita degli altri.

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