Nuove esperienze pastorali

di Monsignor Valentino Di Cerbo

Un parroco di Roma mi ha confidato che nella sua comunità la pandemia ha fatto cadere tante prassi e tradizioni superate, dando vita ad esperienze pastorali nuove.
Me lo diceva contento.
La vicenda del Covd19 e la recente guerra in Ucraina, come la caduta della Torre di Siloe (cfr. Lc 13, 3-4) dei tempi di Gesù “sono per la nostra conversione”, ma la riflessione su questi accadimenti va affrontata con saggezza, discernimento e profezia senza la fretta di improvvisare commenti, talvolta utili a riempire dibattiti di tendenza.
“Se non vi convertirete, morirete tutti” dice Gesù. Questa è la posta in gioco! Infatti questi terribili eventi per il cristiano sono occasione di lettura di fede della storia e non di terrorizzazione dei credenti tiepidi.
Come pure preziose possibilità di rinnovare la nostra pastorale spesso ridotta a emozioni senza contenuti (come nel caso di certa pietà popolare) o a frettolose (o inutilmente prolisse) liturgie ufficiali che non muovono il cuore e non cambiano la vita.
Non so se queste occasioni siano state colte per davvero.
Talora ho avuto l’impressione che vescovi e preti con la pandemia e la guerra abbiano soltanto o trovato argomenti facili per le loro omelie (diversamente ne sarebbero stati a corto?), ma che non è stato colto l’appello del Signore alla conversione perché nelle loro comunità nulla è cambiato (se non il calo delle utenze). Alla fine (o quasi) della pandemia, molti preti sono stati contenti soltanto di vedere gente alle processioni pasquali per provare emozioni che la predicazione del Vangelo e i Sacramenti sono incapaci di provocare.
Essere contenti di tornare al passato è un pò poco. Forse nei desideri del Signore c’era qualcosa di più.
Ma probabilmente diventando sempre più “funzionari del sacro” (e clericali) noi sacerdoti abbiamo perso la capacità di ascoltare la Voce del Signore per volare alto e per rinnovare veramente stile e linguaggio della nostra missione.
Ieri in Piazza San Pietro 80mila ragazzi, provenienti da tutta Italia, ci hanno esplicitamente ricordato che cercano compagni di viaggio e di cammino, ascoltatori pazienti dei loro ritmi, paure e pareri, nella normalità delle loro giornate. Per noi preti ed educatori è un forte messaggio a farci avanti. Più spesso…

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