Novità librarie

di Marzio Zanantoni

NOVITA’ LIBRARIE. La bella e originale autobiografia di Mario Isnenghi “Vite vissute e no” (Il Mulino, 2020) ha messo in luce quanto sia proficuo, ai fine di una migliore e più approfondita conoscenza della storia della cultura italiana, disporre di “biografie intellettuali” analitiche e documentate. In questo senso ne vorrei segnalare due, sempre in ambito storico, che mi sembrano particolarmente riuscite: quelle di Rosario Villari e di Rosario Romeo, due tra i maggiori storici che la cultura italiana abbia avuto, seppure caratterizzati da posizioni ideologiche diverse. A Villari è stato dedicato un numero monografico di “Studi Storici” (n. 2, 2020) con un bellissimo saggio di Francesco Giasi non a caso intitolato “La formazione nella ricostruzione autobiografica”, mentre su R. Romeo è stata da poco pubblicata una ponderosa e talvolta un po’ troppo partigiana “biografia intellettuale” da parte di Guido Pescosolido, “Rosario Romeo. Uno storico liberaldemocratico nell’Italia repubblicana” (Laterza, euro 30,00).
Romeo divenne noto tra i maggiori storici italiani a soli 26 anni con il suo primo libro, edito nel 1950, dedicato al Risorgimento in Sicilia, considerato subito “un avvenimento culturale e politico di importanza non piccola”. Curioso è quanto era avvenuto con la prima recensione al libro, nella quale l’opera di Romeo, con un abbaglio clamoroso, veniva definita “filo marxista e gramsciana”, abbaglio che costò al recensore l’obbligo di scuse a Romeo grazie all’intermediazione di Benedetto Croce che vedeva in Romeo un suo “discepolo”, tanto da chiamarlo come segretario presso l’Istituto napoletano di Studi storici ed avere con lui e Chabod lunghe e proficue discussioni. Pescosolido dedica molte pagine, con grande analiticità, alle due opere più note e importanti di Romeo: la discussione storico-politica con le tesi di Gramsci e Emilio Sereni sulla mancata “rivoluzione agraria” nel Risorgimento, discussione che mostra anche, di riflesso a mio parere, quanto la ricezione del marxismo operata da Gramsci, nella sua “traduzione” italiana, a differenza di altre “visioni del mondo” provenienti dall’estremo occidente o dall’estremo oriente, fosse divenuta parte integrante dell’identità della cultura nazionale e al lavoro trentennale sulla figura di Cavour. Buona parte del volume è anche dedicata al suo impegno nel dibattito politico e giornalistico, attraverso le file del partito repubblicano con Ugo la Malfa e la collaborazione al giornale di Montanelli.

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