Non produciamo più belle automobili in Italia

di Gian Ruggero Manzoni 

CHE AUTO MERAVIGLIOSAMENTE ELEGANTI, VELOCI E SICURE, PRODUCEVAMO … ORA NON ABBIAMO PIU’ ALCUNA MARCA NOSTRA … o comprate in toto dagli stranieri (vedi anche la Ducati) oppure con realtà sociale ed economica all’estero (vedi Gruppo FIAT). Così, per farvi capire meglio, ecco il cosa mettevamo su strada un tempo, quando l’Italia era ancora ricca, e non in braghe di pezza come oggi. Lancia Aurelia B20 GT Bracco anno 1951, con padiglione ribassato già vincitrice della Carrera Panamericana e più volte in gara alle 1000 Miglia, oggi elaborata dal grande “personalizzatore” inglese Thornley Kelham. Motore “Busso” 6 cilindri a V, potenza 300 CV, velocità 257 km-ora, cambio originale a 5 marce, parafanghi anteriori e posteriori allargati in alluminio, cofano anteriore, in alluminio, con presa d’aria “Nardi”, sportelli in alluminio, comunque rinforzati, padiglione ribassato di 7,6 cm, indicatori anteriori incorporati nei fari, tappo del serbatoio esterno in alluminio, fanaleria posteriore in stile seconda serie B20 (con indicatori incorporati), irrigidimento delle sospensioni e, internamente, della scocca sugli archi passaruota posteriori, paratia e baule posteriore in alluminio, freni a disco “Brembo”, quindi via paraurti e modanature cromate, peso complessivo 1.100 kg. All’interno, i richiami al mondo delle corse ricalcano lo stile “sport-chic”. L’abitacolo è rivestito di pregiata Pelle Anilina “Connolly” come poi i sedili, il volante è l’originale sportivo, con corona in legno, e la pedaliera sportiva, anche quella originale, evocano l’inconfondibile eleganza tipica delle grandi Lancia d’antan. Il prezzo? Ancora un’incognita … ma costerà non poco … come poi costa ogni forma di manufatto rivolto all’estrema bellezza …

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