Non dobbiamo fidarci delle immagini
di Paolo De Marco
Fino a non molto tempo fa ero convinto che nel giro di 10 anni non ci si sarebbe dovuti fidare di nessuna immagine (foto o filmato) perché sarebbe stato possibile falsificare tutto con le tecniche sempre più sofisticate di manipolazione digitale. Temevo che entro quel numero di anni sarebbe stato possibile colpire o esaltare qualsiasi personaggio pubblico, presentando, ad esempio, il Papa come un birbante colto sul fatto o, al contrario, il leader politico di proprio gradimento mentre interveniva da solo, a mani nude, per salvare una donzella da una squadraccia di bruti. Mi sbagliavo. Siamo già arrivati al punto che solo degli esperti della manipolazione delle immagini possono capire se quello che viene mostrato è vero o falso. In questi giorno internet è inondato da filmati che mostrano Tel Aviv rasa al suolo dai missili iraniani, le basi americane del Medio Oriente devastate da droni, la stessa portaerei Lincoln in fiamme per l’attacco di droni e missili iraniani, per non parlare dei filmati in cui le macerie di Gaza sono spacciate per quartieri di Tel Aviv devastati da attacchi iraniani. Io considero una palese violazione del diritto internazionale l’attacco sferrato da Trump e Netanyahu all’Iran. Ma se il regime teocratico degli ayatollah deve ricorrere a questi mezzucci per galvanizzare i suoi sostenitori vuol dire che è messo proprio male. In ogni caso, anche condannando l’intervento militare, di certo non verserò una sola lacrima se quel regime crollerà. Purtroppo, visti i precedenti, non mi stupirò affatto se questo conflitto cesserà lasciando il potere agli ayatollah (o ai pasdaran) in cambio di qualche generosa concessione economica allo stesso Trump e ai suoi soci e amici miliardari.