No al pensiero unico

di Luigi Bruti Liberati

Cari amici e colleghi,
prometto che non vi annoierò più con miei interventi sulla guerra in Ucraina, tanto più che la storia dell’Europa Orientale non è il mio campo di studi.
Dirò qualcosa sul comunicato Sissco del 28 febbraio. Sul punto focale è ineccepibile e lo condivido in pieno. Quando una superpotenza, per di più nucleare, aggredisce un vicino più piccolo, il giudizio per me è chiaro, ed è di condanna. Ma tutte le persone, accademici e non, soci Sissco e non, hanno il diritto, e direi anche il dovere, di prendere posizione, anche in modo polemico e aspro.
Tutto però si complica il 28 febbraio, quando la Presidenza e il Direttivo Sissco emanano un comunicato a nome di tutti i soci.
Io, da storico professionista, negli ultimi venti anni ho studiato e insegnato le guerre del Novecento e ho sempre detto ai miei studenti che nelle guerre, specie agli inizi, la verità è avvolta nelle nebbie e nell’oscurità. Sono proprio gli storici, studiando le carte, che poi potranno dire qualcosa che si avvicina alla verità e confrontarsi con altre interpretazioni.
Cosa deriva da tutto ciò? Mi sembra evidente che ognuno di noi storici contemporaneisti abbia opinioni, anche veementi, sulla guerra in atto. Ed è giustissimo. Però la Presidenza e il Direttivo Sissco, tutti colleghi eminenti, hanno emanato un comunicato in cui si condanna “la prima guerra di conquista sul suolo europeo dai tempi della Seconda guerra mondiale, che si prefigga l’obiettivo in violazione al diritto internazionale, di assoggettare un intero popolo, il cui diritto di esistere come entità politica indipendente, è di fatto negata dagli aggressori”.
Ora, e qui parlo da storico, questo virgolettato mi lascia molto perplesso. La Sissco condanna ciò che avviene solo in Europa? E quello che il regime etiopico fa in Tigrai non interessa? E la Siria? La Sissco, che esiste dal 1990, non mi risulta abbia preso posizione ufficiale sull’ignobile farsa della guerra per il Kosovo del 1998/1999 quando noi bombardammo Belgrado. Ricordo ai soci che i monasteri ortodossi in Kosovo sono ancora in piedi perchè i nostri soldati li difendono armi alla mano dai “perseguitatI” albanesi kosovari per cui avevamo fatto la guerra. Li avrebbero distrutti e avrebbero ammazzato tutti i frati. Non ricordo alcun comunicato Sissco su quegli eventi
Mi dà davvero fastidio insegnare la storia a eminenti colleghi, ma la mia opinione è molto netta. La Sissco si occupi di storia e non faccia politica.
E tra qualche anno scriveremo e diremo qualcosa di serio. Non il pensiero unico di adesso.

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