Nel 250° anniversario della scomparsa di Gaspare Cannata

di Giuseppe Barone

Ricorre a dicembre il 250° anniversario della scomparsa di Gaspare Cannata ( 1718-1771 ) , allievo di Tommaso Campailla e uno dei maggiori esponenti di quella “Scuola medica” modicana che ricevette unanimi attestazioni in Italia e a livello Internazionale di serietà scientifica e di rigore terapeutico.
Dopo aver studiato medicina a Roma, dove si era laureato nel 1741 per poi proseguirvi l’ attività professionale per un decennio, Gaspare tornò a Modica per ammodernare il vecchio ospedale della Pietà dove funzionavano a pieno ritmo le famose “botti” per la cura delle malattie veneree. Come rinomato clinico medico venne chiamato dal Senato di Palermo per bloccare l’ epidemia di “febbre maligna” che nel 1763-64 stava decimando la popolazione già colpita dalla carestia e dalla mancanza di grano. In polemica con i medici della capitale, che trattavano i malati con dannosi sciroppi purgativi, Cannata sperimentò su larga scala una terapia a base di elementi acidi , che unita a severe misure di “quarantena” ridusse finalmente i contagi. In prima linea per oltre un anno Cannata si avvalse della collaborazione del nipote Castagna e del figlio Baldassarre che ne avrebbe preso il posto in seno al Collegio medico palermitano. Dopo aver tenuto cattedra per diversi anni, Gaspare decise di ritornare nella sua città natale nel 1771, dove morì nel giro di pochi mesi. Scrisse tanto, a cominciare da un Commentario degli Aforismi di Ippocrate, e morì in quello stesso anno dopo aver sperimentato un nuovo protocollo terapeutico contro la sifilide.
Ricordarlo è un dovere civico, a testimonianza della grande tradizione medica della Contea che occorre riscoprire e valorizzare .

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