Mr. Klein, film ultimativo

di Claudio Vercelli

Per me rimane il film ultimativo sul Novecento. Icastico ma grondante di simbolismi, volutamente “perverso” come qualsiasi innamoramento del “doppio di sé”, può essere letto in molti modi, evitando tuttavia gratuiti semplicismi.

Una pellicola maledettamente stratificata, a tratti labirintica, anche se il senso della tragedia incombe di fotogramma in fotogramma, pervadendo tossicamente i protagonisti, fino a farli deragliare, ognuno a modo suo.

La Shoah diventa allora una sorta di cartina di tornasole sulla quale misurare i radicalismi del presente e le inconciliabilità che allignano in ognuno di noi. Senza neanche stare a scomodare Freud (e Jung, in questo caso più che mai presente tra le infinite pieghe delle immagini).

Alain Delon è eccelso ma l’opera, che gioca anche sul registro recitativo, è soprattutto il prodotto dello sforzo di rendere in immagini – che rimandino a concrete situazioni – il lavoro, a tratti allucinato, dell’immaginazione. Anche per questo la realtà evapora in una serie di impressioni fantasmatiche. Tutto è notte e nebbia, come lo stesso sterminio, una sorta di fantasma che sovrasta tutti ma che sembra non materializzarsi mai se non attraverso quelle stazioni intermedie (la registrazione demorazziale, la separazione dal resto della società, la riduzione a pratica burocratica di ogni esistenza, l’indifferenza…) che, sommate, portano al tracollo del protagonista.

In tutta probabilità il Monsieur Klein che Delon-Klein cerca ossessivamente non esiste se non nella sua fantasia, ovvero dal momento che si trasforma in coscienza di sé, atto con il quale il protagonista decreta la sua morte. Poi, c’è tutto il resto: il denaro come “merce vivente”, l’accumulazione compulsiva, l’arte come veicolo di distruzione dei significati (completamente isolati dal contesto in cui si esprimono), l’isolamento sociale e tantissime altre cose.

Bisogna peraltro conoscere bene Joseph Losey e Franco Solinas per capire appieno quale sia l’intelaiatura intellettuale e civile che sta dietro a tali opere. Cinquant’anni fa, per capirci…

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