Montanari e le Foibe

di Guido Liguori 

Non può lasciare indifferenti l’attacco a Tomaso Montanari, scatenato dalle destre dopo un suo articolo su quello che di solito si chiama, a torto o a ragione, revisionismo storico fascista (inutile ricordare che gli storici in realtà revisionano di continuo la nostra visione del passato).

Il fuoco polemico destrorso si è nella circostanza concentrato sulle foibe, quando Montanari si è limitato a dire che è assurdo paragonarle all’olocausto e si è limitato a denunciare l’interessata riscrittura della storia fatta dalle destre negli ultimi decenni (la storia la scrivono i vincitori). Ebbene, è impossibile negare che abbia ragione. È impossibile negare che la destra al potere (governo Berlusconi), con la complicità cieca della sinistra moderata, istituì il “giorno del ricordo” nel 2004 per fare delle foibe, al di là di una qualsiasi comprensione storica del fenomeno, un mezzo di propaganda anticomunista.

Da allora, il tentativo viene portato avanti tramite i media e con una risibile ma non indifferente produzione di film e fiction senza rispetto per la storia, in cui i fascisti in Istria appaiono brava gente ingiustamente perseguitata da slavi assassini e bestiali. Pura propaganda per creare un senso comune orientato a depotenziare le colpe storiche dei fascismi e fomentare l’odio anticomunista. Le cose però non stanno così.

Senza certo negare la condanna degli episodi accaduti aventi come vittime gli italiani, fascisti e non, bisogna ricordare però anche che essi vennero preceduti da una politica di italianizzazione della zona feroce e che andò avanti per tre decenni. Bisogna ricordare che gli italiani anche lì non furono “brava gente”. Che essi per primi avevano buttato gli sloveni nelle foibe per anni, nonché incendiato le case degli slavi, con intere famiglie dentro, e commesso molte atrocità.

Che a fronte di 5.000 italiani uccisi, sia pure barbaramente uccisi, e a volte in quanto criminali fascisti, si contano centinaia di migliaia di morti sloveni a opera dei fascisti stessi. E che comunque tutto ciò non è paragonabile ai milioni di morti della Shoah, alle sue folli motivazioni.

Il tema posto da Montanari, dunque, non sono le foibe in sé (su cui vi sono stati libri, convegni, ecc.) ma l’uso politico che la destra fa del tema e più in generale l’uso politico che la destra (non solo italiana), i partiti di destra, i mass media in mano alle destre fanno della storia. Spesso, occorre dirlo, con l’accondiscendenza imbecille di alcuni esponenti della sinistra moderata.

Per aver detto queste verità Montanari è oggi lapidato. Per questo è giusto schierarsi dalla sua parte.

Potrebbero interessarti anche...

2 risposte

  1. Claudio Carpentieri ha detto:

    Vittoriano, con una decina – scarsa – di altre persone, a celebrare il primo ‘Giorno del Ricordo delle Foibe’, istituito dal Parlamento della Repubblica solo pochi mesi prima; avevo poco più di vent’anni e mi pareva giusto e finanche doveroso che fosse pubblicamente ricordato il dramma collettivo vissuto dagli italiani di Istria, Venezia Giulia e Dalmazia.
    Di quella sera custodisco ancora gelosamente una piccola coccarda tricolore, che Pamich volle donare a tutti noi pochi ed infreddoliti ‘coraggiosi’.
    Da allora ho avuto tempo e modo di approfondire il fenomeno storico delle c.d. foibe, inserendolo nel loro contesto storico, ed oggi trovo che le foibe sono, ovviamente, innegabili, come fatto storico, ma che non potrebbero essere comprese dimenticando od ignorando, da un lato il precedente ventennio fascista di crescente repressione dell’elemento slavo (a maggior ragione da quando esso fu associato alla ideologia comunista), dall’altro le evidenti mire titine sulle province nordorientali italiane nell’immediato secondo dopoguerra, che videro anche molti italiani eliminati non tanto perché italiani o fascisti ma perché non favorevoli alle suddette mire titine, e dunque potenziali oppositori delle stesse.
    In ogni caso il professor Montanari ha, nella fattispecie, sviluppato un ragionamento opinabile forse ma chiaro: egli non ha ‘negato le Foibe’, ma ha solo invitato a non usarne più, strumentalmente, la memoria contro quella della Shoah, cogliendo quello – ossia l’intento strumentale – che fu probabilmente alla base della scelta, fatta dalla allora maggioranza di centrodestra, di ricordare le foibe (in un giorno, oltretutto, come il 10 febbraio, marcatamente vicino al 27 gennaio, Giornata della Memoria della Shoah…); in ogni caso il prof. Montanari ha fatto un ragionamento legittimo, opinabile, criticabile finché si vuole nel merito, ma chiaro e legittimo, perciò trovo non condivisibili le critiche eccessive da lui subite in queste ultime settimane.

  2. Alfonso ha detto:

    Ho difficoltà a seguire il ragionamento: infoibare non si può ma……
    infoibare non si deve, non si doveva, né’ prima né dopo le stragi di ebrei o di comunisti ( è vero che sono stati 100 x 1000 X 1000 ?)
    Il resto è sporca politica
    Come quando dicevano che in Russia bolscevica legavano le viti con ie salsicce; oppure che l’Albania era un esempio di popolo da imitare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: