Meritocrazia

di Lorenzo Tosa

Il suo nome è Clarastella Vicari Aversa, architetta siciliana, 50 anni, di Messina, e tutti noi le dobbiamo tantissimo.

Era il 2008 quando ha partecipato per la prima volta a un concorso per un posto come ricercatrice all’università di Reggio Calabria. Ma si è accorta subito che qualcosa non andava e che per quel posto venivano ripetutamente selezionate figure non idonee, con procedure anomale e una serie incredibile di vizi ed errori.

Così ha fatto la cosa più ovvia: ha fatto ricorso.
E lo ha vinto. Ne ha vinti ben 40, senza che tuttavia nulla cambiasse.
Anzi, di lei i vertici dell’ateneo dicevano nelle intercettazioni:

È tornata alla carica quella grandissima put”. “Non possiamo farci mettere in scacco da quella str*”.

Fino a che non ha capito che la sola via amministrativa non sarebbe bastata e ha deciso di denunciare tutto in Procura.

Oggi, a distanza di 14 anni dal primo concorso, la sua denuncia ha portato all’interdizione del rettore Santo Marcello Zimbone (per 10 mesi) e del prorettore Pasquale Catanoso (12 mesi), oltre ad altri sei tra docenti e funzionari.

Una vittoria personale dal valore enorme per questa donna coraggiosa, che con una dignità e una dedizione incrollabili, letteralmente da sola, si è messa contro un intero sistema di potere baronale e maschile. E, alla fine, ha vinto.

Credo che tutta Italia dovrebbe dire grazie a questa donna.

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