Melville

di Paolo Simonetti

Chi ama la grande letteratura ama Rodrigo Fresán. E Fresán non poteva non amare Herman Melville, il padre di tutti noi. Dal connubio di questi amanti è nato “Melvill”, un romanzo avvolgente, onirico, sinuoso e delirante, che racconto su Alias (Il Manifesto) oggi in edicola. Degna coda della sua leviatanica trilogia delle “parti” (inventata, sognata e ricordata), Fresán offre qui un tributo alla vita e alle opere del più grande scrittore statunitense, reinventando i viaggi europei del padre, quel Melvill a cui le biografie fanno appena cenno e la cui storia è stata mutilata mentre la e finale veniva aggiunta al cognome dalla vedova dopo la sua morte. Ci sono vampiri e fantasmi, viaggi nel tempo e in Europa, l’11 settembre, un omicidio, fiumi ghiacciati e palazzi veneziani dove avvengono strane pratiche. C’è una scrittura superlativa e una storia avvincente. C’è la splendida traduzione di Giulia Zavagna e la copertina bellissima (e significativa) dell’edizione Mondadori. Io consiglio di recuperarlo subito, prima che diventi introvabile come “I giardini di Kensington”. Che volete di più? Che vi registro pure l’audiolibro?


https://ilmanifesto.it/rodrigo-fresan-in-una-lettera-la-sintesi-di-una-vita.

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