Mattarella Bis

di Emanuele Fiano

Mi arrivano molti commenti di rabbia o di sdegno per l’elezione di Mattarella. O meglio mi sono arrivati nei primi giorni. E di sdegno per la classe politica, ovviamente sospinta da un’ondata di commenti di media.
Ci sono varie categorie di commenti.
Ne arrivano da parte di elettori di Fratelli d’Italia. “che schifo l’elezione di Sergio Mattarella, sempre con Giorgia Meloni” Vabbè e cosa dovrei rispondere? Abbiamo una diversa visione del mondo, della storia e della politica, pensavate di dare una bella spallata, vi siete fidati di Matteo Salvini, avete preso una bella botta sulla spalla, non scrivete a me, scrivete a loro due.
Noi dal primo giorno abbiamo detto che non avremmo votato per candidati chiaramente di parte, abbiamo spiegato loro che non avevano voti sufficienti per proseguire da soli, e abbimo detto lavoriamo insieme per un candidato condiviso, sono venuti a confrontarsi con noi ad un tavolo alla fine della settimana. Fate voi. Nel frattempo hanno briciato 11 candidature. Noi non partecipavamo ad un Talent Show, noi volevamo trovare una soluzione all’altezza, non partecipare ad una sfilata di nomi.

Poi ci sono quelli che che criticano da sinistra, non siete stati capaci di trovare un altro nome di centrosinistra, che ne so Giuliano Amato; scusate ma cos’è che non capite esattamente? Giuliano Amato, è stato uno dei nomi proposti da noi dal primo giorno, sul suo nome c’era una contrarietà totale della Lega e di altri, dovevamo far fare a figure di prestigio come lui la figura che la destra ha fatto fare alla Presidente Casellati? No grazie, noi abbiamo un’altra idea del trattamento da riservare alle figure più autorevoli della Repubblica.

E poi. Non avete mai fatto un nome.
Certamente. E ne andiamo fieri. Abbiamo usato un comportamento opposto a quello del centrodestra, noi abbiamo chiesto di parlare di nomi, solo insieme e ad un tavolo dove fossero rappresentati tutti. Non abbiamo partecipato alla girandola di nomi quotidiani, messi nel tritacarne mediatico e mandati alllo sbaraglio. La stessa identica ragione per cui per alcuni nomi proposti alla fine al tavolo comune, come quello dell’Ambasciatore Belloni, insieme a vari altri, abbiamo detto, verifichiamo, è persona che ricopre un incarico altamente sensibile, anche internazionalmente sensibile, prima di valutare anche solo la possibilità che venga presa in considerazione, serve un consenso generale e trasversale, e una attenta valutazione delle controindicazioni. Invece Salvini è uscito da quella riunione e ha voluto parlare a telecamere riunite, facendo capire che su di lei c’era un consenso che non c’era affatto. Ma voi vi immaginate cosa sarebbe successo a vedere bocciata la voto segreto colei che dirige i nostri Servizi di sicurezza? Pensate che sarebbe stato un bene per il suo incarico e per il paese. Proprio no. E d’altra parte conoscete un paese a Democrazia liberale dove questo accada?

E poi, non ci avete neanche provato. Ma avete idea dei rapprti di forza o dite per sentito dire? Il PD rappresentava il 15% dei Grandi Elettori, con 5S e Leu noi superavamo di poco i 400 Grandi Elettori, con Italia Viva circa 450. Questi i rapporti di forza con i quali siamo riusciti a far elggere una figura di grandissimo rilievo a Presidente.

E poi. Voi siete lo specchio della crisi dei Partiti. Ma va? e ve ne accorgete adesso? Cosa esattamente non funziona nelle Democrazie liberali?

Cosa è esattamente la crisi della politica per voi? Ovviamente la crisi c’è e la sentiamo tutti, Enrico Letta nell’ultima assemblea dei Grandi Elettori prima dell’elezione di Mattarella, ha parlato proprio di questa nostra consapevolezza. Non è una crisi solo italiana è una crisi di tutte le democrazie liberali, chi più chi meno, ma c’è anche un’attitudine più forte in Italia, di fare di tutta l’erba un fascio, e di desiderare in fondo in fondo la sparizione della Politica, per lasciar spazio unicamente alla tecnica, oppure nella versione peggiore all’uomo forte. Questa elezione non è stata più lunga della media delle altre elezioni presidenziali. Gli altri sistemi elettorali presidenziali diretti o a doppio turno, sono più stabili, ma non mostrano certamente un maggior tasso di rappresentatività, altri sistemi proporzionali come quello tedesco hanno mostrato maggior capacita di rappresentanza e governabilità, ma nessuno mi pare ha trovato ancora la bacchetta magica.

Serve una riflessione profonda nel centrosinistra sul futuro del nostro pensiero, sul cambiamento della Legge Elettorale in senso proporzionale per permettere una riflessione sulle identità specifiche dei partiti e maggiore scelta diretta per gli elettori, e serve in generale una riflessione sulle riforme costituzionali che servono a questo paese per avere una democrazia più rappresentativa e più efficiente.

Ma non buttate via il risultato di questi giorni, non cercate vincitori o vinti, questa era l’attitudine sbagliata che aveva qualcuno in queste giornate, l’elezione di Sergio Mattarella nelle condizioni date e la permanenza di Mario Draghi alla testa del governo è la migliore soluzione che potevamo trovare, per il paese, non per questo o quel Partito, nelle condizioni date; la politica senza la valutazione del contesto non ha senso.

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