Maria Helena Viera da Silva

di Gian Ruggero Manzoni

Una grande artista donna, MARIA HELENA VIEIRA DA SILVA (Lisbona, 1908 – Parigi, 1992), considerata un membro di spicco dell’Espressionismo Astratto e del “Tachismo Francese”. Sue opere sono custodite al Musée National d’Art Moderne di Parigi, alla National Gallery of Canada di Ottawa, al MOMA di New York, al Museum of Modern Art di San Francisco, al Stedelijk Museum di Amsterdam, al Guggenheim Museum di New York, alla TATE di Londra. Suo padre era un ricco diplomatico e ciò le permise di viaggiare in tutto il mondo, fino a incontrare i Futuristi italiani, per poi, nel 1928, andare a Parigi dove iniziò studiando scultura, per quindi concentrarsi totalmente sulla pittura. Nel 1930 sposò il pittore ungherese Árpád Szenes. Dopo la Seconda Guerra Mondiale la coppia prese casa nella capitale d’oltralpe dove si trasferì definitivamente, adottando la cittadinanza francese nel 1956. Nel 1966 Marie Helene è stata la prima donna onorata dal Governo Francese col Grand Prix National des Arts, quindi nominata Cavaliere della Legion d’Onore nel 1979. Fu nel 1930 che Vieira da Silva iniziò a produrre le sue opere oltremodo caratteristiche. Nel 1943 espose nel contesto della mostra “Exhibition by 31 Women”, curata da Peggy Guggenheim alla Galleria Art of This Century di New York. Man mano che si andò a evolvere come artista si concentrò maggiormente sulle manipolazioni spaziali, utilizzando un’ampia gamma di tecniche. Si è servita di modelli dettagliati per creare forme oserei architettoniche di vero impatto, quindi ha lavorato dando visione a punti luminosi e a superfici modellate. I suoi dipinti somigliano spesso a labirinti, a città viste di profilo o dall’alto, o persino a scaffali di biblioteche, in quella che sembra essere una ricerca senza fine sia della Conoscenza sia dell’Assoluto. In vita ha creato anche arazzi e vetrate. Marie Helene è morta a Parigi nel marzo del 1992.
Nell’immagine: “Città”, un olio su tela del 1951 di cm 97 x 130 oggi di proprietà del MOMA di New York.

Ricordiamola, amiche e amici … al che, un buondì a voi.

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